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Escursionismo - Andar per laghi in Antrona PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 25 Agosto 2010 20:16

Località partenza:   Antrona, diga di Campliccioli
Quota di partenza (m.):  1357
Quota max (m.): 2350 (Bivacco  Camposecco)
Dislivello complessivo (m.):  1250 mt 
Sviluppo: 18 km
Difficoltà:  E
Cartografia:  CNS -fgl 284  1:50.000 MISCHABEL
Rif.bibliografici: Valle Antrona - P.Crosa Lenz,G.Frangioni, ed. Grossi Domodossola

Scarica la traccia GPS


Terra di laghi, la Valle Antrona: presenza discreta ed ormai integrante di un paesaggio montano sicuramente tra i meno conosciuti e visitati dell'Ossola. Oggi ho incontrato tre persone lungo il tragitto, oltre 18 chilometri per uno splendido anello attorno ai bacini di Campliccioli,Cingino e Camposecco....


 Sono le 8 quando attraverso il muraglione della diga di Campliccioli: la giornata è di quelle spettacolari, che capitano raramente in agosto. Mi avvio di buon passo lungo il sentiero che costeggia il lago dall'alto, per entrare  nel magico bosco della Val Troncone. Attorno a me il silenzio, rotto soltanto dal piacevole rumore delle acque del torrente: si cammina a lungo praticamente in falsopiano, passando l'alpe Lombraoro ed inoltrandosi verso la testata di questa valle selvaggia ed ormai inselvatichita. Il sentiero piega poi decisamente a destra, ora si sale decisamente, tra larici,rododendri e mirtilli: per facili cenge si passano - appena defilate dal sentiero - gli alpi di Saler 1912mt e di Cingino 2042mt, quest'ultima in splendida posizione panoramica sulla val Troncone. Manca poco alla diga del Cingino, già si intravede il possente muraglione: passo davanti al delizioso bivacco, ed eccomi alto sopra al lago, dal colore blu profondo. Lo spettacolo degli stambecchi che leccano il salnitro sul muraglione va in scena anche oggi, probabilmente è una consuetudine ormai consolidata, visto che i quadrupedi non sembrano per nulla infastiditi dalla presenza umana. Le foto sono di rito, così come la pausa pranzo: è giusto mezzogiorno, ci ho messo veramente molto ad arrivare, ma oggi va così, voglio godermi appieno la giornata...
E veniamo così al piatto forte della giornata: infatti dopo essere scesi sul versante opposto della diga si deve affrontare la lunga galleria che ospita la condotta forzata e che collega Cingino con Camposecco. Il cunicolo, dal pavimento costantemente allagato, è fortunatamente dotato di luce temporizzata, ma una pila è d'obbligo: chi soffre di claustrofobia non sarà certo a suo agio! E' lungo oltre due chilometri, presochè pianeggianti, e quando si sbuca dall'altro lato, in prossimità degli alpeggi di Cresta Rossa, sembra quasi di essere rinati.
Da qui un lungo traverso pianeggiante (ci correva la decauville utilizzata per la costruzione della condotta) ci porta verso la diga di Camposecco. Bisogna pagare un duro scotto finale per raggiungerla, camminando a fianco della ripidissima cremagliera che conserva ancora i binari. Sbuffando come una locomotiva eccomi a Camposecco, le acque sono di un incredibile colore turchese: il lago è cinto da una formidabile barriera rocciosa, col binocolo individuo il passaggio delle Coronette in vista di una futura escursione verso il rifugio Andolla.
Per oggi basta così, una breve visita al bivacco in lamiera (decisamente meno bello di quello del Cingino) e poi giù lungo il tormentato sentiero verso Campliccioli: si passa per l'Alpe Scarone e poi giù lungo lo caratteristico "scalone" che con ripidissimi gradini vince una pronunciata scarpata di roccia che porta all'ampio fornale dell'Alpe Banella, completamente in disuso ed invaso da detriti alluvionali. Con un ultimo tratto in discesa lungo il RIo Banella il sentiero - decisamente infrascato - mi porta nuovamente a Campliccioli al termine di una lunga giornata per monti e valli silenziosi.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 09:05
 


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