Home Escursionismo Grand'Hoche: le Dolomiti in Valsusa
Esccursionismo - La Grand'Hoche, Dolomiti in Val di Susa PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 05 Settembre 2010 20:48

Località partenza:   Chateau Beaulard (I-Valle Susa,TO)
Quota di partenza (m.):  1387
Quota vetta (m.): La Grand'Hoche 2762 (2802 Guglia d'Arbour)
Dislivello complessivo (m.):  1487 ca  
Sviluppo: 13,8 km  a/r
Difficoltà:  EE
Cartografia: IGC fgl.104 - Bardonecchia-Monte Thabor 1:25.000 
Rif.bibliografici
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L'idea di salire la Grand'Hoche è balenata qualche settimana fa mentre pedalavo lungo lo splendido anello Cotolivier-Desertes . Dunque, dopo tanto pedalare in Val di Susa, eccomi a calcare gli splendidi scenari dolomitici di queste montagne ingiustamente poco conosciute......

Chateau Beaulard è un tranquillo paesino posto in panoramicissima posizione sulla vallata di Bardonecchia: gli ampi pascoli e i boschi di larici fanno da contraltare ai ghiaioni e alle guglie dolomitiche della Grand'Hoche, dellla Punta Clotesse e della Punta Charrà, ben visibili anche dal fondovalle.
Parto presto stamani, mi aspettano 1500 metri di dislivello su terreno incognito e voglio riservarmi un discreto margine: il sentiero che da Chateau porta al Rifugio Rey è bellissimo, in splendido stato di manutenzione. Attraverso uno di quei magici boschi di larici dal quale ti aspetti che esca un folletto da un momento all'altro guadagno subito quota grazie ad alcune rampe molto ripide: supero due graziose cappellette e ben presto sbuco sulla strada sterrata che sale al Rifugio. In direttissima, salendo per quella che un tempo era una pista da sci del piccolo comprensorio di Beaulard (dismesso negli anni '90), raggiungo il Rifugio Guido Rey mt 1778.

Il tempo è indecifrabile, le nubi coprono l'orizzonte, ma le previsioni di meteo france - infallibili anche per questa zona di confine - mi lasciano fiducioso. Alle spalle del Rifugio si presentano due alternative: la prima, che seguirò in salita, è quella di seguire il tracciato di una vecchia pista da sci in direzione sud. Le piste da sci sono micidiali da fare in salita, i miei polpacci chiedono perdono, ma dopo una prima micidiale rampa le pendenze spianano in prossimità di un laghetto e di una stazione di rilevamento meteo. Ora seguendo i bolli bianco-rossi sugli alberi si segue una ampia pista sterrata che si segue fedelmente sino ad incontrare un'altra ex pista da sci: salendo a fianco dei piloni dello skilift si arriva alla stazione a monte dell'impianto dove parte un sentierino che si inerpica lungo lo scosceso versante del Rocher de la Garde, una curiosa formazione rocciosa in ottima posizione panoramica. Siamo al limite della vegetazione, e ben presto mi trovo a camminare sui ghiaioni instabili, tipici delle montagne dolomitiche: inizialmente con molta goffaggine, ma ci si fa ben presto l'abitudine... Le nuvole vanno e vengono, regalando scorci suggestivi, ma ormai sono certo che tra qualche minuto sgombreranno il campo definitivamente.
Con un lungo ed esposto traverso sui ghiaioni, che va affrontato con la dovuta cautela, si sbuca nei pressi dei ruderi di una vecchia casermetta: la Grand'Hoche è lì davanti in tutta la sua maestosità. Si perdono alcuni metri di dislivello per giungere all'omonimo passo situato a 2477mt.
Attacco la cresta seguendo un sentierino ottimamente tracciato e segnalato da ometti: senza difficoltà alcuna in meno di mezz'ora sono in vetta alla Grand'Hoche mt 2762. Poco lontana mi strizza l'occhio la  Guglia d'Arbour mt 2804, e così mi dirigo rapidamente verso quest'altra cima, se vogliamo ancora più panoramica. La si raggiunge senza alcuna difficoltà perdendo leggermente quota sino ad un'ampia sella detritica per poi risalire seguendo le numerose tracce di passaggio in direzione della croce di vetta.
Il panorama è bellissimo, siamo sulla linea di confine con la Francia e lontani si ammirano i ghiacciai della Barre des Ecrins e della Meijie: verso l'Italia mi affaccio verso Bardonecchia e gioco a riconoscere le tante strade militari percorse negli anni passati con la MTB: il Passo della Mulattiera, lo Jafferau, il colle della Rho.

Con calma riprendo la via del ritorno, sono appena le 11 ed ho tutto il tempo per fare foto e per gustarmi il panorama: poco sotto il Rocher de la Garde seguo le indicazioni per il Rifugio Rey, lungo il sentiero "ufficiale" (più lungo ma meno monotono dell'andata) che taglia tutto il ghiaione sotto alla Grand'Hoche e si ricongiunge poi con una ampia sterrata che mi riporterà al Rifugio Rey, dome mi concedo un meritato riposo prima di ritornare a Chateau.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 09:05
 


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