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Cima Lariè - da Monteossolano PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 19 Giugno 2011 17:16

Sguardo sul Ronsa dalla Cima Lariè

Località partenza: Monteossolano (Domodossola)
Quota di partenza (m.): 784
Quota vetta (m.): 2144
Dislivello complessivo (m.): 1360
Sviluppo: 11,2 km a/r
Difficoltà: T/E
Cartografia: CNS 1:50.000 fgl 285 DOMODOSSOLA
Rif.bibliografici: P.C.Lenz-G.Frangioni - VAL BOGNANCO- Grossi ed. - Domodossola

Scarica la traccia GPS

Siamo a giugno inoltrato e - dopo tanto pedalare - era giusto e doveroso calzare gli scarponi ed andar per monti. La prima gita è sempre un enigma: opto per una meta ancora a me sconosciuta, vicina, facile e di buon impegno fisico. La Cima Lariè soddisfa tutti questi requisiti...

 

A dispetto del calendario, la giornata è a dir poco frizzante quando muovo i primi passi da Monteossolano, graziosa frazioncina di Domodossola che si raggiunge proprio all'imbocco della Val Bognanco attraversando il ponte sul Bogna. La prima parte della mulattiera è piuttosto infrascata e noiosa, ma permette di guadagnare ben presto dislivello e di giungere così al primo alpeggio, l'Alpe Reso mt 1229, dove giunge anche una carrabile che userò poi al ritorno. Diverse baite sono state ben curate e restaurate e il colpo d'occhio sulle montagne di Bognanco è già notevole. Si risale una brulla dorsale erbosa per poi immergersi in una bella faggeta che con regolarità guadagna le baite dell'alpe Spino mt 1550. La salita è costante e remunerativa, ed ora si entra ben presto in un rado lariceto che ci conduce all'Alpe Campo, agglomerato molto esteso che ci riserva un bellissimo colpo d'occhio sulla testata della Val Bognanco e sul trittico del Sempione. Con un ampio semicerchio il sentiero va ad incontrare la cresta nei pressi del Pizzo Crogna, ove sorge una croce, ben visibile anche dalla piana ossolana. Il sentiero, sempre ben marcato ed agevole, ora percorre la lunga cresta erbosa che volge al culmine sulla Cima Lariè mt 2144: l'attenzione è calamitata sul bellissimo fornale dell'alpe Andromia e sul sovrastante laghetto, dominato dalle scoscese balze del selvaggio Pizzo Albiona. In vetta il vento è a dir poco fastidioso, per cui non è il caso di indugiare troppo, anche se il panorama è di prim'ordine: sono salito di buon passo senza soste, e le sensazioni sono buone. Ora non mi resta che ripercorrere il tragitto di andata con la dovuta calma, c'è tutto il tempo per godersi il panorama e fare foto.

In conclusione, bella e facile gita, ideale per l'allenamento!

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Luglio 2011 19:55
 


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