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Ski Alp: Cima del Carro PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 10 Marzo 2012 20:51

Cima del Carro

Località partenza: Ceresole Reale-fraz. Chiapili di Sopra (TO)
Quota di partenza (m.): 1779
Quota vetta (m.): 3326
Dislivello complessivo (m.): 1547
Sviluppo: km. 15,8 a/r
Difficoltà: BSA
Cartografia: IGC 1:25.000 fgl 102 Valsavarenche
Rif.bibliografici: Nei giardini dello sci-Gran Paradiso-Vanoise -Bersezio,Tirone - ed CDA TOrino

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Cogliere l'attimo: volevo assolutamente fare questa gita, era un mio pallino da diverso tempo. Un lungo viaggio, in tutti i sensi, prima in macchina lungo una assonnata Valle dell'Orco desolatamente priva di neve, poi con gli sci lungo gli interminabili pendii del Vallone del Carro: la neve aumenta a vista d'occhio salendo, ieri ne sono caduti almeno trenta centimetri cancellando le tracce precedenti e regalando a noi fortunati di oggi una discesa memorabile nella polvere. Una gita che val bene una stagione.....

C'è qualcosa che non quadra: leggo su Gulliver le relazioni sulla Cima del Carro. Una di mercoledì entusiastica, quella del giorno dopo disastrosa con neve in rapido deterioramento. Che fare? Si va, ovvio, il buon detto "bisogna andare a vedere" è pur sempre valido... Così oggi la sveglia suona alle 5 e dopo un viaggio tutto sommato tranquillo e rapido eccomi a Ceresole Reale, Valle dell'Orco, in un paesaggio irreale. La neve è quasi sparita del tutto, il lago anche, sopravvive qualche pozza ghiacciata: che tristezza quest'inverno! Con questo biglietto da visita certamente inquietante mi inoltro lungo la strada che risale verso il Nivolet ed arrivo alla frazione di Chiapili di Sopra dove normalmente si lascia l'auto: parcheggio nei pressi dello slargo destinato alla manovra in corrispondenza della sbarra che limita l'accesso invernale. Si parte sci ai piedi, con qualche  tratto scoperto si risale lungo la strada verso il Serrù per circa 800 metri prima di arrivare alla deviazione per il vallone del Carro: un breve tratto di discesa, anche questo innevato a macchia di leopardo, conduce al ponticello che segna l'inizio canonico della gita. Guardo lassù, la meta è ben visibile nel candore immacolato del ramo orientale del ghiacciaio del Carro, ma la strada è ancora lunga e si deve risalire con poco dislivello l'intero vallone del Carro: l'innevamento ora è continuo e soddisfacente, anzi c'è proprio neve fresca recente, evidente frutto della pseudo-perturbazione di ieri. Con animo rinfrancato procedo inseguendo invano gli scialpinisti che mi hanno preceduto: il ritmo è tranquillo, la gita è ancora lunga e bisogna centellinare gli sforzi. Le cose cominciano a farsi serie dopo aver raggiunto l'ampio pianoro del Nivolat che ospita l'alpe Mandetta q.2134: ora si tratta di risalire una costola morenica del ghiacciaio con ampie inversioni (chi ha tracciato evidentemente non era un garista tutino...). Arriva anche il sole, ma non è ancora fastidioso vista l'ora: superata questa prima difficoltà si giunge ad un ripiano morenico che viene attraversato con un lungo e dolce traverso. Si arriva ora al punto fatidico della gita, quello più rognoso: il ripido canale che adduce al ghiacciaio. Condizioni ottimali: traccia esemplare e neve stupenda che tiene perfettamente, i rampant giacciono inoperosi nello zaino.... L'arrivo sul ghiacciaio è emozionante, il bagliore accecante della neve illumina le cime circostanti: siamo ormai prossimi alla meta, che si raggiunge aggirando il ramo ripido del ghiacciaio. La Cima del Carro è in realtà un modesto dente roccioso che sovrasta l'omonimo ghiacciaio: ben più imponente la vicina Grande Aiguille Rouge, gita di notevole spessore ed impegno. Arrivo in vetta alle 11.30: c'è tutto il tempo per guardarsi attorno, prima di me solo altri 5 scialpinisti che hanno già iniziato la discesa. Uno sguardo alle tante vette immacolate, un pizzico di invidia per i francesi (il versante della Vanoise e della Valle dell'Arc è sommerso dalla neve...) ed eccomi pronto per la discesa. Raramente mi sono divertito così tanto: 20 cm di neve fresca poggiata ad un fondo duro potete immaginare l'effetto che fanno! La sciata continua nella polvere, i pendii sono sciabilissimi ed intonsi e le firme corrono da cima a fondo....

La fortuna aiuta gli audaci......

 
Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Marzo 2012 09:15
 


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