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Ski Alp: Brèche Puiseux-Tour des Periades PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 23 Marzo 2012 22:00

Breche Puiseux

Località partenza: Aiguille du Midi (Chamonix-Mont Blanc)
Quota di partenza (m.): 3842
Quota vetta (m.): 3432 (Brèche Puiseaux)
Dislivello complessivo (m.): 1060  
Sviluppo: km 35,2 
Difficoltà: D+/BSA
Cartografia: IGN 1:25.000 fgl. 3630OT - Chamonix-Massif du Mont Blanc
Rif.bibliografici:  Mont Blanc-Ski de Randonnée - ed. VAMOS - CampToCamp
Scarica la traccia GPS

A volte scatta dentro di te una molla, un meccanismo oscuro che ti infonde coraggio e ti da la carica: è il caso della gita al Cervandone della scorsa settimana. Tante volte agognata e sognata, realizzata in una giornata con condizioni fantastiche. Ed allora perchè non osare qualcosina in più? La meta di oggi era un altro dei sogni nel cassetto: ingaggiosa, difficile e complicata. Una di quelle gite che dici: "..no, non riuscirò mai a farla!" Non un monte, una cima, ma un colle, una breccia: anzi, una brèche, per dirla alla francese. Chamonix-Mont Blanc, è  l'ora della Brèche Puiseux e del tour des Périades. Più di una gita, un viaggio emozionante: sicuramente la più bella gita in montagna che io abbia mai fatto.

Siamo  a Chamonix, in netto anticipo sulla tabella di marcia  in attesa di essere sparati a velocità supersonica sulla prima funivia che sale verso l'Aiguille de Midi: al mio fianco tante persone, come è ovvio che sia in questo periodo. Non i soliti sciatori che si cimenteranno nella classicissima discesa della Vallèe Blanche (loro se la prendono decisamente più comoda e partiranno più tardi), ma tanti alpinisti delle più disparate nazionalità a caccia di mete ambite e prestigiose: lo spettacolo che ci coglie all'uscita della funivia, a 3800 metri di quota, è di quelli che lasciano il segno, tolgono il fiato. L'immenso ghiacciaio è lì ai nostri piedi nel suo biancore immacolato, circondato da torri, guglie e pinnacoli che hanno fatto la storia dell'alpinismo. La giornata è meteorologicamente perfetta, e pensare che ieri ero pieno di dubbi dopo aver consultato le previsioni di Meteo France: il meteo aiuta gli audaci....
Guadagniamo la partenza seguendo la sottile e per nulla banale - se ghiacciata - cresta che scende dalla stazione della funivia (va prestata la massima attenzione e calziamo i ramponi). Anche noi oggi inizieremo la nostra avventura in discesa, condividendo parte del percorso della Vallèe Blanche: scivoliamo lentamente sul ghiacciaio, con frequenti soste per ammirare le cime circostanti e per acclimatarsi (la rapida risalita in funivia è di quelle che tolgono il fiato, passare dai 1000 metri di Chamonix ai 3800 dell'Aiguille de Midi in meno di venti minuti lascia il segno), del resto la sciata è molto semplice e sembra quasi di essere in pista. Un ultimo scorcio verso il Mont Blanc de Tacul e iniziamo a scendere con più decisione la Mer de Glace, giungendo in breve alla grande zona dei seracchi, troviando qualche tratto più impegnativo in cui affiora ghiaccio: massima attenzione, siamo circondati dai crepacci e non è il caso di prendersi troppi rischi. Siamo alla cosiddetta Salle a Manger, ove solitamente i gruppi accompagnati dalle guide che fanno la Vallèè Blanche si fermano per una lunga sosta, giustamente vista la spettacolare visione della seraccata.
La nostra gita invece comincia praticamente qui: il tempo di metterci in assetto di salita ed eccoci catapultati nel cuore del ghiacciaio, in un dedalo impressionante di crepacci. Ci attendono 1050 metri di risalita, 800 dei quali con gli sci: andiamo con calma, non c'è fretta,  e del resto quando ci si trova in posti come questi si perde il senso del tempo, l'occhio e l'attenzione sono catturati dal mondo fantastico che ci circonda, un mondo fatto di ghiacci, di seracchi,goulottes,couloirs,aiguilless.... Tra tutti, il Dente del Gigante è lì sospeso sopra l'immensa seraccata del Glacier des Periades, mentre stiamo faticosamente risalendo un ripido pendio che apparentemente non porta da nessuna parte, o meglio porta al di sotto della bastionata rocciosa delle gruppo delle Pèriades. Man mano che ci si avvicina ecco apparire un ripido e sinuoso canale, visibile solo all'ultimo momento, che risale verso la Brèche Puiseux: è lì' tutto per noi, già tracciato ed in ottime condizioni: sci sullo zaino, picca e ramponi e si comincia a salire. Pendenze importanti ed impietose: 250 metri costantemente attorno ai 45°, il cuore batte forte e si fatica a trovare il ritmo, complice anche la quota ed un po' di traffico di cordate vicine. Un ripido passaggio su roccia segna la fine del canale: la Brèche è vinta, mi trovo ora sospeso tra due mondi e di fronte a me, sinora nascosta, una parete che ha fatto la storia dell'alpinismo: la nord delle Grandes Jorasses!!! L'emozione è forte, indescrivibile: mi guardo attorno e non mi par vero di essere quassù. Ancora pochi minuti di arrampicata in cresta ed eccoci al bivacco delle Periades, un nido d'aquila fatto di legno che stona quasi tra questi giganti di ghiaccio: è ora di svalicare sull'altro versante, sotto di noi ci attende la discesa lungo il ghiacciaio del Mont Mallet. Va guadagnata con non poca fatica, con una calata vertiginosa  in corda doppia che mi mette un po' di apprensione: ma anche questa difficoltà è vinta, ed ora... non resta che la discesa verso Chamonix, lungo il crepacciato ghiacciaio di Mont Mallet che più in basso si ricongiunge con quello di Leschaux. Discesa bellissima, tra immense seraccate: tecnicamente anche non banale, non sono ammesse distrazioni e si deve guardare bene dove mettere le punte degli sci.... La neve non è delle migliori e si alternano tratti di bella farina ad altri crostosi molto difficili da interpretare: sono stanchissimo ed ho delle sensazioni strane,  gli sci sembrano non rispondere ai miei comandi, ma fortunatamente le difficoltà vanno via via scemando quando si raggiunge il ghiacciaio di Leschaux. Ora le pendenze sono minime e la neve scaldata dal sole è quella tipica primaverile: mi volto ed eccola lì la nord delle Grandes Jorasses con al suo fianco lo sperone Walker. Penso con ammirazione ai  pionieri dell'alpinismo come Cassin e Bonatti che hanno inventato linee di salita impossibili su quella parete, e mi lascio trasportare dai miei sci verso la Mer de Glace, ove ci ricongiungiamo con il tratto terminale della Vallèe Blanche, praticamente un'autostrada battuta. Per non farci mancare nulla disdegniamo la calata a valle con il trenino di Montenvers: recupero energie insospettate per risalire con gli sci in spalla per una buona mezz'oretta sino a guadagnare lo Chemin Sortie Vallèe Blanche. Si arriva ancora a Chamonix con gli sci ai piedi, dopo una lunga discesa di quasi un'ora, anche se per diversi tratti dovremo procedere a piedi
Stacchiamo gli sci alle 17.30 dopo una giornata epica che mi ha fortemente emozionato: i miei occhi sono ancora lassù tra quelle immense distese di ghiaccio mentre attraversiamo stancamente il centro di Chamonix.
Giunti all'auto un occhio ai miei scarponi ed ecco trovata la spiegazione alla ingovernabilità dei miei sci: ho perso, in maniera assolutamente inspiegabile, entrambe le viti del gambale...

 

 
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Marzo 2012 07:42
 


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