Home Sci alpinismo Punta d'Arbola-da Riale per il vallone di Morasco
Ski Alp:Punta d'Arbola per il vallone di Morasco PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 29 Marzo 2012 18:54

Punta d'Arbola


Località partenza: Riale
Quota di partenza (m.): 1778
Quota vetta (m.): 3235
Dislivello complessivo (m.): 1744 (comprensivi dei saliscendi)
Sviluppo:  km 27,2  a/r
Difficoltà: BSA
Cartografia: CNS 1:50.000 fgl. 265-Nufenenpas
Rif.bibliografici: Bonavia.Previdoli-Scialpinismo in valdossola- Ed.Grossi,Domodossola-itin N.66
Scarica la traccia GPS

La Punta d'Arbola oggi era tutta per me, o almeno così mi piace pensarlo: salita in completa solitudine in una giornata dal meteo perfetto e senza alcuna presenza umana. Che regalo inaspettato... Dicevamo dell'Arbola: una storia lunga, i numerosi tentativi degli anni passati - vanificati sempre o dal brutto tempo o dalle condizioni nivologiche - mi avevano un po' stancato ed alla fine il progetto era rimandato a data da destinarsi: in fin dei conti le montagne mica si spostano! Però l'Arbola è l'Arbola e ci tenevo troppo a salirla, a vedere l'amato Devero di lassù!!! 

Parto da Riale ancora placidamente addormentata e deserta, alla luce della frontale: sono le 6.30 ed oggi mi aspetta una lunga cavalcata, le previste temperature estive impongono velocità, il canale del Rio dei Sabbioni è un imbuto naturale per le valanghe di fondo e meglio non affrontarlo troppo tardi... Così schizzo via a velocità supersonica - o almeno così mi sembra visto che mi sono portato gli sci leggeri - macinando in poco tempo il breve dislivello per arrivare alla diga di Morasco. Qui il primo imprevisto: la neve scarseggia e così sci sullo zaino percorro tutta la strada di bordo lago, prestando attenzione ad una grossa valanga di fondo che ostruisce ancora il cammino e che in caso di scivolata mi porterebbe direttamente a fare un tuffo nelle acque gelide del lago, ormai in fase di disgelo.
Eccomi ora all'imbocco del canale del Rio dei Sabbioni: non lo avevo mai visto in inverno e me lo immaginavo decisamente più problematico, in realtà si sale senza alcun problema salvo qualche breve tratto ripido che comunque non mi impensieriesce, i rampant restano nello zaino.... L'uscita dal canale, ormai già baciata dal primo sole, spalanca le porte a dossi e vallette deliziose che sinuose si incuneano verso sud e mi portano verso la diga dei Sabbioni. Una brezza tesa ma non fastidiosa oggi mi è alleata: anche il vento, nemico giurato degli scialpinisti, oggi gioca a mio favore mitigando l'effetto dei micidiali raggi di un sole impazzito, ormai estivo! Giunto al rifugio Mores mt 2504 ecco spalancarsi di fronte a me lo spettacolo dell'Arbola e del suo scintillante ghiacciaio. Oggi non mi scappi! Sono pronto alla discesa sul lago: la neve è ancora piuttosto dura e così scelgo di togliere gli sci e percorrere a piedi - con la dovuta attenzione - i 50 metri di dislivello che mi depositano sul grande lago dei Sabbioni ancora ghiacciato: poco più di 20 minuti dura l'attraversamento, a ritmo allegro.
La traccia che attraversa il lago si ricongiunge in breve con quella che arriva dal rifugio Claudio e Bruno: si comincia a risalire i placidi dossi che un tempo erano il fronte dell'imponente ghiacciaio. Procedo spedito, nei giorni scorsi di qui è passato mezzo mondo ma oggi non vi è anima viva: la montagna è tutta per me, come piace a me. Un ambiente idilliaco, grandioso tutto da gustare nella sua maestosità. I metri di dislivello salgono, guardo l'altimetro ed ormai mancano solo 400 metri quando attacco il ripido pendio centrale: una splendida traccia lo attraversa ed in poche curve si è fuori dalle difficoltà. Il vento ora soffia più rabbioso e solleva un po' di neve, ma lo benedico pensando a quanto sarebbe faticoso questo tratto in sua assenza: mancano 200 metri e sono in netto anticipo sulla tabella di marcia. Rallento, voglio gustarmi lentamente quest'ultimo tratto di salita che ormai non presenta più difficoltà: gioco a riconoscere le tante cime vicine e lontane, i giganti dell'Oberland e quasi senza accorgermene ecco comparire la croce di vetta, lignea, essenziale... Con emozione la sfioro e ringrazio la montagna che mi ha dato oggi questo piacere assoluto ed indimenticabile: mi affaccio verso Devero, e penso alle centinaia di volte che da laggiù volgevo lo sguardo verso il punto in cui ora mi trovo: la tanto amata Arbola finalmente!!!
Poco prima di iniziare la discesa ecco comparire le uniche tre persone che incontrerò oggi: ne approfitto per farmi scattare una foto e per scambiare qualche parola. Ma il tragitto è ancora lungo e così senza indugi inizio a scendere: la neve purtroppo non è delle migliori, la parte alta è parecchio rovinata dai molti passaggi ma andandolo a cercare si trova ancora qualche tratto intonso. Man mano che ci si abbassa verso il lago le difficoltà scemano, ci si deve semplicemente lasciare andare e guadagnare nuovamente la superficie del lago: rimetto le pelli ed inizia il faticoso attraversamento, ora affiora un po' di stanchezza e la neve è una pappetta informe e faticosa: risalgo verso il Rifugio Mores, una breve sosta ed eccomi pronto all'ultima parte di discesa nel canale, con una neve orribile lentissima e scaldata oltremisura dal sole. Solo verso il fondo, nelle zone ancora in ombra si riesce a sciare ancora decentemente, poi è un lento e faticoso deja vu per riattraversare il lago di Morasco e guadagnare il parcheggio di Riale lungo le piste di fondo.

Una giornata bellissima è finita, ma oserei dire un mese di marzo altrettanto unico che difficilmente dimenticherò per il valore delle gite effettuate!

 
 
Ultimo aggiornamento Sabato 31 Marzo 2012 20:27
 


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