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Escursionismo: Cresta Piancaformia - Grigna Settentrionale PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 24 Giugno 2012 21:26

Cresta di Piancaformia

Località partenza: Vò di Moncodeno - Cainallo
Quota di partenza (m.): 1466
Quota vetta (m.): 2408
Dislivello complessivo (m.): 1150 ca
Sviluppo: 10,8 km a/r
Difficoltà: EE
Durata gita: 3h ca per la salita
Cartografia: Grigne-Resegone - Carta Turistica Escursionistica 1:35.000 -CM Valsassina
Rif.bibliografici:

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Dopo tanto pedalare era giusta una pausa escursionistica: la meta di oggi non ha certo bisogno di presentazioni, però per noi è stata una prima assoluta nel gruppo delle Grigne, e visto l'impressione favorevole suscitata non sarà certamente l'ultima.....

Solitamente sì è sempre un pò restii ad affrontare uscite di giornata sulle montagne lombarde. Il problema è sempre legato al traffico e all'inevitabile imbottigliamento in cui ci si viene a trovare al ritorno, dovendo giocoforza passare per le forche caudine milanesi (tangenziali e superstrada). Oggi vinciamo le remore e partiamo decisi verso il gruppo delle Grigne: la nostra meta è la cresta di Piancaformia, una via bellissima e conosciutissima che permette di salire alla Grigna Settentrionale (più conosciuta con l'appellativo di Grignone) dalla sua cresta nord. Le guide classificano questo itinerario come EE/F, in realtà le difficoltà incontrate sono minime fatto salvo per qualche tratto particolarmente esposto che richiede la dovuta attenzione: ben diverso chiaramente il discorso invernale, dove invece la cresta diventa sì alpinisticamente rilevante e quindi di ben altro impegno.

Fatte queste precisazioni, devo dire che l'ambiente attraversato merita da solo la fatica del viaggio: le Grigne sono montagne fantastiche ed è difficile rimanere immuni al loro fascino, un susseguirsi ininterrotto di guglie,pinnacoli, canaloni, il tutto sospeso sulle acque blu del lago di Como. A rendere ancora più suggestiva l'atmosfera oggi ci sono poi le nuvole che salgono dal lago e che giocano a nascondere creste e crinali: certamente una bella giornata autunnale avrebbe permesso di godere maggiormente degli splendidi panorami che invece ci sono stati inesorabilmente negati in vetta, però diciamo che va bene così, per me è stata la prima uscita escursionistica della stagione e non potevo pretendere niente di meglio.

Il grosso problema della giornata è stato arrivare al Cainallo: ovviamente sbagliamo l'uscita della superstrada e così ci dobbiamo sorbire un buon tratto di lungo lago sino a Varenna,dove finalmente troviamo le indicazioni per Esino Lario, che raggiungiamo dopo una lunga ma suggestiva salita che sembra disegnata apposta per essere percorsa in bicicletta (già messa nel taccuino delle cose da fare....). Lasciato alle spalle il bel paesino di Esino, immerso nel verde, la strada continua a salire sino alla località Cainallo, un tempo sede di impianti di risalita: ancora un chilometro di strada sconnessa ed eccoci al parcheggio di Vò di Moncodeno mt. 1430, al termine della carrozzabile. La segnaletica in zona è ineccepibile, quindi senza indugi eccoci a salire lungo l'itinerario 19 della Cresta di Piancaformia seguendo un'ampio sentiero che si alza ripido in una splendida faggeta: in breve si giunge al bivio per il rifugio Bogani (da cui passeremo al ritorno), quindi ben presto ci troviamo alla Bocchetta di Prada e al vicino bivacco 89.ma Brigata. I panorami ora cominciano a farsi interessanti: il sentiero sale ripido tra i larici sino alla Bocchetta di Piancaformia, dove inizia la cresta vera e propria. Comincia qui una lunga e faticosa cavalcata che, pur non presentando mai particolari difficoltà richiede attenzione continua: l'ultimo tratto della cresta viene aggirato sulla sinistra con un traverso che va ad intercettare la cosiddetta "Via della Ganda", che sale dal Rif. Bogani. Anche in questo tratto le difficoltà sono minime, bisogna prestare attenzione al terreno franoso e alla eventuale presenza di neve: nell'ultima parte le cose sono facilitate da una serie di catene che però spesso vengono evitate per via della sottostante roccia molto umida o gelata. In breve comunque si è fuori dalla via, in vista del Rif. Brioschi: ancora pochi metri e si è in vetta mt. 2409. Manco a dirlo siamo circondati dalle nuvole che ci precludono il panorama: attendiamo invano speranzosi in una schiarita che non avverrà, per cui dopo una breve sosta al rifugio ci apprestiamo a scendere. Percorreremo l'intera via della Ganda sino al Rif. Bogani: la prima parte è molto suggestiva e si svolge in un'ambiente carsico che presenta numerose doline ed inghiottitoi, alcuni dei quali molto profondi e pericolosi. Il sentiero è ben marcato e in breve si è fuori dalle difficoltà in vista del Rif. Bogani, posto in uno splendido ambiente boschivo e naturalmente ultrafrequentato, per cui passiamo oltre e continuiamo la nostra discesa sino al bell'alpeggio di Moncodeno. Si scende ancora per poco aggirando il fianco della montagna, poi una breve risalita nello splendido faggeto ci riporta al bivio incontrato stamani, da cui in breve si è alla macchina.

Gita molto bella ed impegnativa, sicuramente da ripetere in periodo autunnale e con meteo stabile: noi non siamo stati molto fortunati sotto questo aspetto, buon motivo per ritornarci....

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Giugno 2012 14:26
 


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