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Escursionismo: Cima Sasso PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 13 Settembre 2013 22:32

Cima Sasso

Località partenza: Cicogna
Quota di partenza (m.): 732
Quota vetta (m.): 1916
Dislivello complessivo (m.): 1184
Sviluppo: 10,8 km a/r
Difficoltà: EE
Durata gita: 5h 30min
Cartografia:
Parco Valgrande - Zanetti Ed. 1:30.000
Rif.bibliografici:
Parco Nazionale Val Grande - P.C.Lenz e G. Frangioni - Grossi ed. Domodossola

Scarica la traccia GPS

La Cima Sasso è una meta molto ambita dagli escursionisti in cerca di emozioni nel Parco Nazionale Valgrande, grazie alla sua invidiabile posizione orografica, posta com'è esattamente al centro del dedalo di valli e cime che cingono l'area del Parco. E in fondo c'è la costante cromatica blu del lago Maggiore a dominare l'orizzonte....

Poveri scarponcini, da tempo giacevano impolverati in soffitta... Oggi ho deciso di portarli a fare un giretto: non avevo voglia nè di alzarmi presto né di fare troppi chilometri in macchina, e al tempo stesso non volevo fare una semplice e banale passeggiata. La Cima Sasso mi sembrava la gita adatta: ci ero già stato in verità, parecchi anni fa, e ne conservavo un buon ricordo, per cui oggi si va sul sicuro...
La cosa senza dubbio più ardua della gita è raggiungere indenni Cicogna: la strada che sale da Rovegro anticipa infatti il visitatore intento a recarsi nell'area Wilderness più estesa d'Europa, così rovi ed erbacce hanno ormai preso possesso della già stretta carreggiata. Se poi avete la sfortuna di incrociare un altro veicolo (cosa altamente probabile nei giorni festivi) fatevi il segno della croce e sperate che sia lui a fare manovra per farvi passare, soprattutto dopo Ponte Casletto quando la strada disegna 3 km di stretti tornanti prima di raggiungere il piccolo centro valgrandino!
Oggi - venerdì -  Cicogna è assolutamente deserta alle 9 del mattino: mi incammino di buona lena tra le case abbandonate seguendo le chiare indicazioni per l'Alpe Prà-Casa dell'Alpino, prima tappa di giornata. La salita è subito dura e non concede sconti: nel primo tratto la mulattiera è piuttosto rovinata e sconnessa, esattamente come la ricordavo, ma dopo aver superato le baite del Roccolo noto con sorpresa che sono stati fatti dei lavori di manutenzione importanti, soprattutto nell'area interessata da una frana che si era portata via un pezzo di sentiero (rimpiazzato da un ponticello in legno ancora presente). L'ultima parte della mulattiera prima della conca del Prà è un vero capolavoro, e possiamo soltanto immaginare quanto lavoro sia costato a generazione di valligiani che su queste ripide balze passavano la loro esistenza. All'Alpe Prà - sede del Rifugio degli Alpini, ultimo punto di approvvigionamento idrico - è doverosa una  sosta per ammirare un panorama d'eccezione verso il lago: me lo godrò con calma al ritorno, voglio fare la salita tutta d'un fiato e quindi proseguo entrando nella faggeta che porta a Leciuri, dopo aver superato un caratteristico intaglio nella roccia creato dagli alpigiani per il passaggio del bestiame. A Leciuri sino a qualche anno fa non c'era nessuna indicazione per la Cima Sasso: oggi invece un bel cartello segnaletico ci indica la direzione, peccato che oltre ci si debba affidare soltanto agli ometti segnaletici e a qualche sbiadito segno rosso sugli alberi (peraltro apposto da qualcuno di mia conoscenza....). Il sentiero è comunque ben marcato, anche se la folta vegetazione a volte gioca brutti scherzi, specie appena prima della Colma di Belmello dove perdo qualche minuto infilandomi nel classico ... ginepraio!
Ritrovata la retta via eccomi alla Colma di Belmello mt 1589, ariosa sella dalla quale si ha una bella vista sulla sottostante ed omonima Alpe, ormai in rovina (costruita interamente in marmo, lo stesso filone di quello di Candoglia dal quale furono estratte le lastre per la costruzione del Duomo di Milano). Da qui in poi il sentiero corre sul filo di cresta o quasi, aggirandola nei punti più scabrosi, sino a giungere nei pressi dell'erta finale, dove si supera una grande pietraia (seguendo diligentemente gli ometti) prima di giungere alla vetta della Cima Sasso mt 1912. Due ore e trenta minuti da Cicogna, sono abbastanza soddisfatto considerando la disabitudine a camminare in montagna.....

Dopo una lunga sosta in vetta, a binocolare alla ricerca dei segni perduti della civiltà valgrandina (Basagrana,Cavrua,Baldesaut....), è tempo di tornare a valle, con la dovuta calma ed attenzione per godere dello straordinario panorama e con le doverose soste fotografiche...

Ripeto la frase che ho scritto anche sul libro di vetta:   "...è sempre bello guardare il mondo dall'alto....."

PS Nonostante alcune guide  la considerino come gita escursionistica (tra cui la recente riedizione di Crosa lenz "Val Grande"), mi sento di consigliarla a chi ha una certa pratica di montagna: EE è la quotazione a mio parere adatta.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Settembre 2013 09:00
 


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