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Escursionismo:Pizzo Pioltone PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 19 Ottobre 2013 15:22

Pizzo Pioltone

Località partenza: Oratorio di San Bernardo
Quota di partenza (m.): 1628
Quota vetta (m.): 2611
Dislivello complessivo (m.): 983 ca
Sviluppo: 13,5 km a/r
Difficoltà: E
Durata gita: 5h ca
Cartografia:
CNS - Fgl 285T- Domodossola 1:50.000
Rif.bibliografici:
Val Bognanco-Escursioni,storia e natura - P.C. Lenz,G.Frangioni-Grossi ed., Domodossola

Scarica la traccia GPS

L'alta Val Bognanco è caratterizzata da montagne facili, paradiso per gli escursionisti: il Pizzo Pioltone è una meta ambita e frequentata, sia in estate che in inverno, ma è in autunno che questa porzione di Ossola regala il meglio di sé, grazie ai forti contrasti tra le ampie praterie ed i folti boschi di larici....

Una gita a caso... Oggi non avevo nessuna meta precisa in mente: però volevo andare a vedere l'autunno, che in questo periodo offre il meglio di sé sui monti, grazie anche alle recenti nevicate che hanno dato un tocco ancora più pittoresco al paesaggio. Così giunto a Domodossola in superstrada, butto l'occhio verso la Val Bognanco e osservo che il Pioltone appare quasi del tutto sgombro di neve. Bene, la meta di oggi sarà quella!!!
Pizzo Pioltone, dunque, o Camoscellahorn per dirla alla svizzera: è una montagna dai due volti,  l'uno docile ed elegante con il suo caratteristico piano inclinato che precipita verso l'alta val Bognanco ed il Passo Monscera, l'altro aspro e dirupato a dominare le forre della Diveria nei pressi del confine elvetico di Gondo. E' anche una classica gita scialpinistica, che ancora manca nel mio repertorio, per tutta una serie di sfortunate coincidenze ma soprattutto per le difficoltà nel trovarla in buone condizioni di innevamento: vabbè, almeno oggi non mi voglio far mancare la soddisfazione di salirla, anche se dal punto di vista escursionistico non è certo una gita memorabile..
L'autunno in alta Val Bognanco è arrivato: mentre risalgo l'angusta e malconcia strada verso San Bernardo l'occhio è inevitabilmente catturato dai mille colori che solo questa stagione sa dipingere sui versanti delle montagne. E' uno spettacolo che ogni anno mi incanta ed emoziona, a dispetto di chi la considera una stagione triste e malinconica.
Il parcheggio è quasi del tutto deserto quando mi incammino verso il rifugio Gattascosa, lungo il percorso che tocca il lago Ragozza: faccio poche centinaia di metri quando incontro un signore di Domodossola  alla ricerca del suo compare dal quale si era separato poco tempo prima: mi chiede se ho visto o sentito qualcuno e alla mia risposta negativa si preoccupa ulteriormente, così ci mettiamo alla ricerca battendo le infide giavine che sovrastano il sentiero e chiamandolo ripetutamente ad alta voce. Del settantino Piero nessuna traccia....  Valutiamo se è il caso di allertare i soccorsi, ma prima decidiamo di arrivare almeno al Gattascosa e da lì studiare il da farsi: distanzio con una bella tirata il sempre più preoccupato Albino ed ecco che - nei pressi del lago Ragozza - scorgo il presunto disperso tranquillamente adagiato di fianco ad un masso a godersi il sole.... Semplicemente aveva fatto un altro sentiero e non aveva sentito i nostri richiami!!! Nel frattempo arriva Albino, e ho così modo di imparare alcune delle più colorite bestemmie ed improperi in stretto dialetto ossolano che farebbero tranquillamente impallidire anche il più miscredente ed incallito scaricatore di porto.
Tutto è bene quel che finisce bene, come suol dirsi: il ritrovamento viene festeggiato con abbondante profusione di liquidi alcolici, ma al secondo assaggio di grappa al miele è il caso di defilarsi, altrimenti il Pioltone mi sa che lo vedo doppio......
Intanto le ricerche mi hanno portato via una buona oretta: nonostante ciò molte sono le pause fotografiche, i larici sono in fiamme ed il contrasto con la neve al suolo regala un paesaggio fiabesco che merita di essere immortalato. Supero il rifugio Gattascosa, ancora aperto, ed in breve eccomi al Passo Monscera: doverosa una sosta per ammirare le vette di Weissmies,Lagginhorn e Fletschorn, ormai in veste invernale. Ancora 500 metri di duro sentiero, infide pietraie in alcuni punti nascoste dalla neve, ed eccomi in vista dell'enorme ometto di vetta del Pioltone mt 2612, dove la coltre nevosa supera i venti centimetri: la monotonia della salita è ripagata da un panorama notevole che spazia su gran parte delle montagne circostanti, peccato che nel frattempo il cielo si sia velato da nubi alte e sottili che offuscano la visuale. 
Veleggiando sugli instabili sfasciumi la discesa mi  porta a seguire il ripido pendio sud che porta ad incrociare la strada di servizio dell'Alpe Monscera: la seguo fedelmente nel suo tracciato, circondato dai larici infuocati che tra breve perderanno i loro aghi dorati per rivestirsi di candida neve: l'appuntamento con il Pioltone è tra qualche mese, con gli assi sotto ai piedi...

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Ottobre 2013 09:44
 


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