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Escursionismo: Cima delle 3 Croci PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 26 Ottobre 2013 18:05

Cima delle Tre Croci

Località partenza: Ornavasso-Santuario della Madonna del Boden
Quota di partenza (m.): 483
Quota vetta (m.): 1872
Dislivello complessivo (m.): 1380 ca
Sviluppo: 15 km a/r
Difficoltà: E
Durata gita: 5h ca
Cartografia:
Valle Strona-Cusio-Mottarone- Carta Itinera 1:50.000
Rif.bibliografici:

Scarica la traccia GPS

In attesa delle prime nevicate continua la riscoperta delle montagne ossolane "secondarie": oggi è la volta della Cima delle Tre Croci, modesto costolone erboso che si erge davanti ai contrafforti del Massone/Eyehorn a dominare la bassa Ossola....

Molte volte, percorrendo la superstrada ossolana, all'altezza di Ornavasso ho buttato l'occhio sulle boscose pendici settentrionali del Massone. Apparentemente impenetrabile e selvaggia, in realtà quella fascia montana è fortemente antropizzata e costellata da tante minuscole borgate che stanno pian piano rivivendo, grazie al forte senso di attaccamento alle tradizioni montane e contadine. Quelle baite che una volta erano fonte di sostentamento per un'agricoltura povera, fatta dei pochi proventi del bosco e della pastorizia, oggi sono diventate seconde case abitate nella bella stagione e nei fine settimana dai "cittadini" di Ornavasso. A tutto ciò ha contribuito non poco la realizzazione della strada consortile che dal Boden sale al Rifugio Cortevecchio: una salita tra le più dure d'Italia che modestamente ho per certi  versi "scoperto" e recensito parecchi anni fa (leggi qui....) e che è diventata oggetto di discussione e sfida tra tanti biker e cicloamatori.
Ma oggi la meta è la Cima delle Tre Croci, montagna semisconosciuta che in realtà altro non è che una protuberanza erbosa che si erge dalla cresta che percorre le pendici settentrionali dell'Eyehorn. Il discreto dislivello la rende una meta interessante, soprattutto nelle stagioni intermedie o - come il caso odierno - nelle giornate ambigue dal punto di vista meteorologico. E difatti oggi la meta originaria doveva essere altrove, poi visto il cielo indecifrabile che velava l'Ossola è scattata la curiosità di fermarsi e di andare a conquistare questa cima che da tempo avevo nel mirino...
Diciamolo subito, a scanso di equivoci: non è una gita particolarmente bella o appagante. Si svolge per gran parte nel bosco, e solo nell'ultimo tratto regala belle vedute sulla piana del Toce ed i laghi: proprio per questo motivo è adatta per allenarsi, testa bassa e salire, senza essere distratti dal panorama..
Dal santuario della Madonna del Boden si prosegue per qualche centinaio di metri sino a trovare sulla sinistra un edificio che anticamente ospitava la polveriera (come ricorda una curiosa iscrizione sulla facciata). Pochi metri ed ecco la palina metallica che segna  la partenza del sentiero del "KM verticale".
Il sentiero è bello tosto, l'aggettivo verticale è proprio adeguato alle circostanze: voglio salire velocemente senza fare pause, non di corsa - non ne avrei la capacità e la preparazione fisica - ma con un passo bello allegro. Qualche breve attimo di indecisione nei punti poco segnalati del percorso, per il resto mi accorgo con stupore  di salire discretamente bene, ho trovato un buon ritmo che mantengo sino alla fine: il KM verticale passa per la bella borgata di Pogalti, incrocia il nastro d'asfalto che sale a Cortevecchio e termina con un ultimo bellissimo tratto in pineta nei pressi della Cappella del Buon Pastore, in stupenda posizione panoramica sul basso bacino del Toce.: sono salito in 1h 34 minuti, con lo zaino e gli scarponi da trekking, buon tempo direi! Il resto della salita ora si fa decisamente più interessante e me la prendo comoda: si raggiunge in breve l'alpeggio di Rossombolmo, e sopra di esso il sentiero, che ricalca quel che resta delle fortificazioni della Linea Cadorna, sale sul ripido pendio a pascolo ormai inselvatichito raggiungendo in breve la vetta della Cima delle Tre Croci a q 1872 metri. Delle tre croci ne è rimasta solamente una, posizionata un poco più in basso a dominare la piana dell'Ossola: quassù il panorama è notevole, nonostante sia parzialmente chiuso da un lato dai contrafforti del gruppo Massone-Eyehorn.
La giornata è piuttosto variabile, assolutamente non fredda e si sta comodamente in maniche corte: scendo dalla stessa via di salita sino a Cortemezzo, poi prendo la strada asfaltata in discesa che tocca Schirombei e Frasmatta, nuclei abitati con splendide baite ristrutturate: da qui imbocco la vecchia strada carrabile che risale dal Boden, ora in disuso dopo la costruzione del nuovo tratto asfaltato. Peccato versi in pessimo stato di conservazione, invasa da frane e detriti. Si sbuca proprio alle spalle del santuario: discesa quasi più faticosa della salita!

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Ottobre 2013 17:01
 


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