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Ski Alp: Monte Cistella PDF Stampa Email
Scritto da Administrator   
Sabato 11 Aprile 2015 16:19
Monte Cistella
Località partenza: Alpe Solcio-Rif Crosta
Quota di partenza (m.): 1750
Quota vetta (m.): 2880
Dislivello complessivo (m.): 1130
Difficoltà: BSA
Cartografia: CNS 1:50.000 fgl.  Visp Ski
Rif.bibliografici:
http://www.camptocamp.org/routes/394762/it/monte-cistella-per-il-canalone-di-solcio
Scarica la traccia GPS 

La primavera ormai avanza e il caldo di questi ultimi giorni ha sciolto un bel po' di neve  alle quote medio-basse: così, verificata la possibilità di risalire in auto un ragionevole tratto di strada, ecco che oggi andiamo all'attacco del Cistella, montagna simbolo dell'Ossola, con cui avevamo un conto aperto da saldare..

Esistono delle gite ingiustamente snobbate sulle nostre montagne: cime meravigliose ed appaganti dove non ci va mai nessuno o quasi. Nell'era di Internet ormai si decide la gita dopo aver guardato su Gulliver o camptocamp le relazioni del giorno prima: risultato, 200 persone sul breithorn o sul galehorn e zero  al Cistella...
Il Cistella, appunto... Ci avevamo provato giusto quattro anni fa (leggi qui...), a dire il vero con poca convinzione. Oggi invece la cima è arrivata, con grande soddisfazione di tutti: solo noi tre sull'itinerario, e a quanto detto dai gestori del Rifugio Crosta siamo tra i primi a salire in stagione!! Ecco, questo è lo scialpinismo che piace a me, lontano dalla folla dei soliti itinerari!!
Una gita - il Cistella - di notevole spessore tecnico e meravigliosa dal punto di vista paesagistico/sciistico (il canalone di Solcio con la sua perfetta simmetria è quanto di meglio si possa desiderare per una discesa fuoripista primaverile), eppure  a torto poco frequentata, a causa del notevole dislivello e dello sviluppo chilometrico. In realtà la soluzione migliore è senza dubbio quella di spezzarla in due giorni, dormendo presso l'accogliente Rifugio Crosta. La gita scialpinistica in sé difatti comincia qui, essendo di nullo interesse o quasi il tratto di avvicinamento al rifugio, che si svolge lungo la strada consortile che si diparte da Maulone, lungo la strada provinciale che sale a San Domenico da Varzo.
Impegni pregressi per me rendono impossibile questa soluzione, e così e' suonata presto la sveglia oggi! Alle sei sono pronto a partire da Calantigine, mt 1430, dove si riesce ad arrivare con l'auto senza grossi problemi (a parte il frontale evitato con un folto gruppo di cervi - numerosissimi in zona - che pascolano indisturbati a bordo strada alle prime luci dell'alba)
Si sale tra chiazze di neve con gli sci in spalla per circa un quarto d'ora, poi il manto nevoso diventa continuo e si possono calzare gli sci ai piedi: in meno di un'ora arrivo all'Alpe Solcio mt 1750 dove mi aspettano Luca e Francesca, freschi e riposati... Insieme iniziamo la salita: la giornata purtroppo non è delle migliori e fitte nuvole cingono tutte le montagne. Ma la cosa più preoccupante è l'assoluta mancanza di rigelo notturno: alle sette del mattino la neve è già una pappa inconsistente, lasciando presagire una discesa tutt'altro che divertente. Non ce ne preoccupiamo più di tanto perché se da un lato la discesa non sarà delle più appaganti, la salita ci verrà sicuramente facilitata nei punti chiave...
Di buona lena, dopo aver superato gli svalangamenti dai pendii laterali,  giungiamo  al colletto che segna il termine del canalone di Solcio: magicamente le nebbie si diradano ed il sole ci accompagnerà per il resto della gita. Una rapida occhiata al ripido pendio da affrontare ci induce ad un primo consulto sul da farsi. La neve sembra buona ma il timore di trovare ghiaccio ci consiglia di risalire con i ramponi ai piedi: pendenza ed esposizione non consentono sbagli, soprattutto sul successivo traverso. Così ci ramponiamo e iniziamo a salire con immane fatica: si sprofonda oltre al ginocchio, di ghiaccio nemmeno l'ombra.... Meglio così, a metà pendio decidiamo di rimettere gli sci  e con qualche apprensione affrontiamo il ripido traverso  abbondantemente svalangato sotto le balze rocciose che sostengono i Piani di Cistella: è il punto più pericoloso della gita, vietato sbagliare!!
Aggirata la bastionata troviamo un varco tra le rocce che ci porta a sbucare sull'immenso plateau dei Piani Alti di Cistella, dove sorge il piccolo Bivacco Leoni mt 2803, ormai in vista della vetta. Le ultime difficoltà per affrontare le ripide roccette finali e siamo in vetta: il Cistella finalmente è nostro, grande soddisfazione per una salita assolutamente non banale anche se le condizioni della neve ci hanno facilitato non poco il compito!
La discesa, come previsto, non è stata la parte migliore della gita: ma ci siamo divertiti comunque e a mezzogiorno in punto siamo al Rifugio Crosta per festeggiare con un buon pranzetto la riuscita della gita...

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2015 13:35
 


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