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MTB:Giro del Monte Genevris PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 29 Luglio 2015 21:19

Monte Genevris
Bellissimo anello privo di alcuna difficoltà tecnica anche se piuttosto impegnativo per il notevole dislivello: la strada dell'Assietta è il filo conduttore di questa magnifica cavalcata che vede nel sentiero Bordin uno dei momenti più belli e rilassanti.... 

Località di partenza e arrivo:
Jovencaux - mt 1365
Lunghezza:
km.44 ca
Dislivello in salita:
mt. 1650 ca
Quota max:
mt. 2530 (Monte Genevris) 
Durata:
6h 
Cartografia:
Alta Valle Susa-Carta dei sentieri - Fraternali edizioni sc. 1:25.000
Riferimenti Bibliografici:
http://www.mtbcucuzzoli.it/gps_pages/gps_genevris.html

gpsScarica la traccia GPS

Mancavo da diversi anni dalla strada dell'Assietta (leggi qui, l'articolo è del 2002....), che di fatto è il percorso più conosciuto e frequentato delle montagne olimpiche valsusine e non ha certo bisogno di presentazioni. Ogni anno migliaia di bikers, cicloturisti e purtroppo anche motociclisti e fuoristradisti solcano questa antica via militare: la prima raccomandazione che vi faccio è quella di avventurarvi su questo percorso fuori stagione oppure nei due giorni settimanali (mercoledì e sabato) in cui il traffico veicolare è vietato. La miriade di strade e sentieri che intersecano la direttrice principale che corre tra il Colle delle Finestre a nord ed il Col Basset a sud permettono di confezionare infinite varianti sul tema, più o meno difficoltose.
Uno stupido infortunio ad un dito e - perché no - la voglia di tornare a visitare questi bellissimi luoghi mi obbligavano oggi a scegliere un itinerario non troppo impegnativo in discesa: un ottimo articolo di Toni Cavallo apparso sul numero di giugno della rivista CAI Montagne360 (scaricabile a questo indirizzo http://www.cai.it/uploads/media/Montagne360_giugno_02.pdf) sembrava messo lì apposta per le mie esigenze...
Per la descrizione dunque non vi resta che seguire fedelmente le chiare indicazioni riportate nella rivista, anche se la presenza di numerosi bivi nella parte conclusiva consiglia l'utilizzo di un GPS.... 
E' un percorso facile dal punto di vista tecnico, un classico cross-country dove i cultori del genere volano macinando rapportoni, incuranti delle pendenze di alcuni tratti, che proprio "friendly" non sono....
Ed il punto è proprio questo: per i "diversamente giovani" come il sottoscritto le difficoltà aumentano con il passare degli anni. E così anche la placida e rilassante salita nel Gran Bosco che porta al Col Blegier mi pare ogni anno più ripida. Ma a parte queste considerazioni, rimane il dato di fatto oggettivo: quanto è bello ed emozionante questo percorso!!  Lo si scopre pian piano, quando gli ultimi larici lasciano il posto ai grandi spazi aperti e alle larghe vedute: le tremende temperature di questo assurdo luglio hanno letteralmente bruciato la vegetazione, cosicché sembra di essere in pieno autunno con tutti i prati ormai ingialliti. Come cambiano le stagioni, e come cambia anche il turismo da queste parti: oggi, complice la chiusura della strada al traffico, è un continuo viavai di cicloturisti e bikers. Forse non tutto è perduto, il movimento dei faticatori sovvertirà il mondo...
Con questi pensieri in mente ed il sorriso sulle labbra percorro la polverosa e storica strada che corre verso il Sestriere, godendomi il panorama e la brezza frescolina ( a dire il vero più che brezza è vento, fa quasi freddo....): in cima al Genevris (dove è fissata la Cima Coppi simbolica del giorno) riesco anche a stupire un'anziana coppia di turisti che mi vedono buttarmi a rotta di collo sul ripido sentiero che scende verso il Colle di Costa Piana tagliando i tornanti della strada "normale".
Col Basset: da qui si plana in discesa verso il Sestriere? Tornanti o single trail? Ovviamente la scelta 2, divertente e senza particolari difficoltà, che mi deposita qualche tornante a valle giusto all'imbocco del sentiero Bordin. E spendiamola qualche parola su questo sentiero, che è davvero bello e rilassante.  Corre in prevalente falsopiano, largo ed amichevole, lungo le pendici del monte Fraiteve: nonostante le brutture e gli scempi edilizi anche il Sestriere da quassù sembra quasi bello. E al suo termine, dopo una lunga cavalcata su strade sterrate che intersecano le piste di Sansicario, eccoci arrivare ad Autagne: un borgo dimenticato, destinato all'oblio. Poche baite miseramente in rovina, una bella cappelletta invece linda ed ordinata: al suo fianco l'ultima chicca di giornata, il sentiero  che mi riporterà a Jovenceaux con una estenuante serie di saliscendi. Ma tutto è così bello e piacevole che anche la fatica sembra scomparire: dopo 6 ore sono di nuovo alla base, nemmeno poi così stanco... Una bella e rilassante giornata di bici....

Un doveroso ringraziamento va a Toni Cavallo, autore del citato articolo sulla rivista CAI nonché membro dello storico  gruppo di bikers torinesi dei Cucuzzoli

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Luglio 2015 08:35
 


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