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MTB:Giro del Monte Oronaye PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 26 Agosto 2015 19:57

Oronaye
La sveglia suona alle 4 del mattino, una levataccia degna delle migliori (o peggiori) scialpinistiche: per strade buie e deserte risalgo una delle più remote e selvagge valli del Cuneese, la Val Maira. Ho un appuntamento fissato da tempo, il giro del Monte Oronaye....  

 

Località di partenza e arrivo:
Saretto (Acceglio) - Camping "Campeggiare Senza Frontiere"
Lunghezza:
km. 32 ca
Dislivello in salita:
mt. 1750 ca
Quota max:
mt. 2614 (Passo Scalettta) 
Durata:
7h ca
Cartografia:
Valle Maira-Carta dei Sentieri  - L'Escursionista Editore -  1:25.000
Riferimenti Bibliografici:
http://www.cicloalpinismo.com/2009/09/giro-delloronaye.html
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/5234
gpsScarica la traccia GPS

Il Monte Oronaye divide  la sua fama tra gli appassionati di sci ripido, che in inverno scendono i suoi canali,  e quelli di mtb, che naturalmente non ne salgono la cima ma che si accontentano - si fa per dire - di circumnavigarlo seguendo un itinerario che negli ultimi anni è ormai diventato un classico del cicloalpinismo.
In Valle Maira ero stato tanti anni fa con la bici da corsa per le classiche salite al Colle di Sampeyre per il vallone d'Elva ed il Colle Fauniera: ed anche in occasione di una memorabile edizione della Fausto Coppi di Cuneo, la gran fondo per eccellenza che in quell'occasione scalava in successione sia il Fauniera che il Sampeyre. Correva l'anno 1995, vent'anni fa. Che bei ricordi!!!
Una veloce puntatina l'avevamo fatta anche con gli sci (leggi qui..) : poi da allora più nulla... Leggevo puntualmente recensioni e commenti entusiasti sulle possibilità offerte dalla valle ai bikers, ma bisognava trovare le motivazioni giuste per affrontare il viaggio. Già, perché il problema principale di questa valle è proprio il fatto di trovarsi in uno degli angoli più remoti dell'arco alpino! Da Dronero alla sua testata 40 km di curve ininterrotte, manco un rettilineo.. Per me quasi 4 ore di auto, non propriamente una passeggiata!
Ma alla fine l'occasione è arrivata: si trattava di scegliere l'itinerario più rappresentativo, e tra i tanti la scelta è caduta sul Tour dell'Oronaye: nei riferimenti bibliografici trovate ampia e dettagliata descrizione. Velocemente vi dico che:

  • Passo della Cavalla: è la prima salita da affrontare dal Campeggio (mi raccomando, partite da qui e non da Saretto, in  questo modo potrete vantare di non aver fatto un metro di bitume...)  e si svolge su strada militare dal fondo mediocre ma sempre pedalabile senza grossi problemi sino alle Grange Pausa (attenti ai cani e non mancate di soffermarvi sul magnifico colpo d'occhio offerto dalla testata della Val Maira con l'inconfondibile profilo della Rocca Provenzale)
  • Non sono così sicuro che sia meglio abbandonare la strada militare e tagliare in portage il tratto successivo prima del traverso di Punta Bessie..... da verificare!
  • Al Passo della Cavalla non mancate di ammirare il motivo per cui siete saliti sin qui (l'Oronaye è proprio lì di fronte con il suo austero profilo...)
  • Giunti al Colle di Roburent aspettate a guardare dall'altro versante e soffermatevi sul single track appena percorso. Come giustamente recita la bibbia del cicloalpinista "..con ogni probabilità dalla Cavalla a qui sono i più bei 7 km ciclabili del pianeta..." (cit.)
  • Ora potete guardare al di là del colle: i laghetti di Roburent sono la giusta ricompensa per la fatica sin qui fatta. Non fatevi distrarre troppo dalle cerbiatte in abiti discinti dedite alla tintarella: sono arrivate sin qui con una comoda passeggiata partendo da Argentera, in Valle Stura....
  • Ritemprati da tanta bellezza ed in estasi contemplativa probabilmente non sentirete nemmeno la fatica necessaria per spallare la bici sino al Passo della Scaletta.....
  • Al Passo Scaletta (cima Coppi di giornata) vi aspetta una discesa infinita: gustatela con calma, e magari scendete nei punti più scabrosi (specie dopo il Passo dell'Escalon). Fate riposare i vostri freni fumanti e godetevi il panorama: merita.... 
  • Alle Grange Calandra raggiungerete la civiltà. Valutate se affrontare la variante del  Colle di Ciarbonet: la salita merita (mai faticosa e in ambiente bucolico meraviglioso), la discesa decisamente meno (molto rovinata nella parte alta, a mio parere troppo discontinua, ma è questione di gusti... ha l'innegabile vantaggio di catapultarvi esattamente sopra al campeggio da cui siete partiti)
  • Se scartate l'opzione Ciarbonet scenderete a Chialvetta sul sentiero occitano, a detta di molti assai divertente, ma in questo caso non posso assicurarvelo: se mai avrò le forze per fare di nuovo questo giro ve lo racconterò... Questa opzione comporta però lo svantaggio di dover poi risalire sino a Saretto su asfalto: in questo caso vi consiglio di affrontare questo tratto all'inizio del giro, partendo da Acceglio 


Dopo queste brevi pillole di pseudo saggezza: è un itinerario duro, molto duro... Va affrontato con una più che ottima preparazione fisica e tecnica: i tratti di portage/spintage sono numerosi, anche se mai eccessivamente lunghi, così come i saliscendi continui che alla fine minano il morale. Le discese sono ripide e complicate, mai banali ma nemmeno particolarmente pericolose. Insomma, fatevi un esame di coscienza e partite ben consapevoli di quanta fatica vi aspetta.
Ma una volta in sella preparatevi ad affrontare i trenta chilometri probabilmente più emozionanti che  vi saranno mai capitati in MTB. Davvero difficile immaginare qualcosa di meglio ...

In conclusione:  è un tour davvero imperdibile!! Se decidete di affrontarlo programmate magari un week end in zona (se volete un buon posto per pernottare vi consiglio "Da Mistral" , ad un tiro di schioppo da Saretto). La Valle Maira non vi deluderà, probabilmente ve ne innamorerete come è successo a molti, me compreso... Ah, se non fosse così lontana!!!

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Settembre 2015 16:48
 


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