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MTB:Tour del Galibier PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 29 Agosto 2015 23:53

Tour del Galibier
Avete letto bene: Galibier... Ma non è che una tappa di una gita di rara bellezza che tocca - oltre al più famoso colle francese - il magico ambiente dei Cerces.. Un itinerario lungo ma mai difficile, che giustamente è diventato un appuntamento irrinunciabile per i cicloescursionisti più esigenti...

Località di partenza e arrivo:
Le Lauzet (Les-Monetier-les-Bains) - mt 1674
Lunghezza:
km. 40 ca
Dislivello in salita:
mt. 1800 ca
Quota max:
mt. 2630 (Col du Galibier) 
Durata:
6h 30m ca
Cartografia:

Riferimenti Bibliografici:
http://www.peveradasnc.it/mtb/percorsi/vsiter/galibier.htm
http://www.mtbcucuzzoli.it/gps_pages/gps_galibier.html
gpsScarica la traccia GPS

Il tour dei Cerces (leggi qui..) è stata una delle più belle esperienze mai vissute in MTB: e perché dunque non riproporlo a distanza di qualche anno nella sua versione più "soft", comprendendo così anche l'ascesa al Col du Galibier? Era lì da tempo in evidenza tra le gite da non mancare assolutamente quest'anno, e per l'occasione ho esteso l'invito agli amici "lupi" di Suno che da tempo mi chiedevano di organizzare una gita insieme. Tra di loro vi sono amici di lunga data, gente che va in MTB da una vita e dalle indiscutibili doti fisiche e tecniche: sono certo che nonostante la lunghezza e il dislivello non ci sarà alcun  problema...
E così eccoci pronti a partire: siamo in cinque, belli carichi ed entusiasti vista la bellissima giornata che si prospetta dal punto di vista meteo. Destinazione Briancon, quest'anno ormai la mia auto potrebbe andarci a memoria...
La gita trae ispirazione da un articolo di G.Bottalo pubblicato ormai diversi anni fa sulla bibbia della MTB in Piemonte, ovvero il sito di Massimo Peverada. Quella che ai tempi era una piccola impresa (e in parte lo è tuttora perché sviluppo e dislivello sono più che ragguardevoli e vanno al di là di una "normale" escursione) è ormai diventata un classico del cicloescursionismo d'oltralpe. Valicare il mitico Col du Galibier su percorso interamente sterrato e seguendo tra l'altro il tracciato originale della strada ai tempi di Coppi e Bartali ha un fascino indescrivibile sufficiente da solo a impreziosire la gita, che in realtà offre il meglio di sé nella seconda parte più propriamente "cicloalpinistica" quando si entra nel magico mondo dei Cerces con i suoi laghetti dai colori incredibili.... 
La partenza è fissata in località  Le Lauzet, a ridosso della strada per il Lautaret poco oltre Le Monetier les Bains: subito scendiamo verso il torrente ed iniziamo a risalire seguendo una placida stradella di campagna che ci consente di evitare la trafficata statale. Poco prima del grosso paravalanghe a ridosso del Col du Lautaret attraversiamo la statale e ci innestiamo sul percorso della "Ancient Route du Galibier", la vecchia strada che risaliva al colle sino a qualche decennio fa: perfettamente agibile e pedalabile, sterrata, come piace a noi, e con superbi panorami sui ghiacciai della Meijie. Davvero una salita godibile! Solo l'ultimo chilometro prima del colle viene percorso sull'asfalto, sfidando il traffico e la ressa inverosimile che è un po' la normalità per uno dei più famosi e frequentati valichi alpini denso di memorie ciclistiche.
La ressa non ci piace molto e così dopo esserci rifocillati  ci fiondiamo velocemente sull'altro versante, ci attendono 5 chilometri di asfalto prima di poggiare nuovamente le ruote sulla terra ai casolari di Plan Lachat. In questo tratto non possiamo fare a meno di notare la folla eterogenea di ciclisti intenti a versare il loro contributo di sudore e fatica per conquistare la vetta del mitico Galibier: a centinaia, davvero un gran spettacolo che solo le grandi salite sanno offrire... Ma noi oggi abbiamo altri progetti, questo breve trasferimento su asfalto è il pegno che ci tocca pagare prima di entrare nella mitica valle dei Cerces, il pezzo forte della giornata.
Lo facciamo con la dura risalita al Col de Rochilles, sotto un sole implacabile: i "lupi" in salita vanno come dei treni ed io rimango in coda con la penosa scusa di scattare le foto...
Al Col de Rochilles, dopo aver oltrepassato la spianata che ospita le casermette dell'esercito,  si apre il magnifico panorama sui laghi: io lo conosco già, ci ero arrivato dal versante opposto risalendo da Nevache, però il colpo d'occhio è comunque sublime. Da qui in poi è terreno per me più che conosciuto: salita al col des Cerces con qualche tratto a spinta, discesa all'omonimo lago e successiva risalita al Col Ponsonniere che gli amici lupi faranno quasi tutta in sella. Io sempre in coda, le foto....
Dal Colle la vista sul Grand Lac è qualcosa di impagabile, credo che sia uno degli angoli più belli delle Alpi, così come lo stretto single trail che corre alto a toccare un laghetto e poi il piccolo alpeggio con provvidenziale fontana che segna la fine delle nostre fatiche. Da qui infatti  è tutta discesa, a tratti piuttosto scassata ma molto divertente: su un sentiero purtroppo devastato da una grossa frana (altrimenti sarebbe stato davvero godibilissimo)  si raggiunge l'ampio pianoro dell'Alpe Lauzet, da cui velocemente su una ripidissima sterrata si riguadagna il fondovalle proprio a ridosso del parcheggio da cui siamo partiti...

I lupi sono soddisfatti, sono contento che tutto sia filato per il meglio: giornate così non si dimenticano facilmente.....

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Settembre 2015 17:00
 


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