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Col de la Bonnette - da Jausiers (F) PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 01 Luglio 2010 13:12

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Località di partenza:
Jausiers, mt 1213
Località di arrivo:
Cime de la Bonette, mt.  2802
Il Col de la Bonette (geografico) è in realtà situato più in basso, ed è il passaggio tra la cresta rocciosa a quota 2715.
Lunghezza:
km. 23,8
Dislivello:
mt. 1589
Pendenza media:
6,7 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10%
Stato del manto stradale:
Ottimo, appena rifatto (estate 2002) salvo due brevi interruzioni sterrate di pochi metri facilmente superabili
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Vi propongo un anello entusiasmante, riservato però solo ai ciclisti più che preparati: è il percorso affrontato in alcune edizioni della Gran FONDO "Fausto Coppi", una delle più suggestive ed impegnative prove del circuito granfondistico italiano. Dopo essere discesi dalla Bonette verso St. Etienne de Tinée si risale verso Isola e il Colle della Lombarda, per entrare quindi in territorio italiano e raggiungere in discesa Vinadio. Da qui inizia la lunga ma facile salita al Col de Larche, dal quale si ridiscende poi verso Jausiers chiudendo un anello di 160  chilometri e 4100 metri di dislivello
Eventuali suggerimenti per la visita:

Data della ricognizione:
20 luglio 2002

La salita nel dettaglio

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: il col de la Bonette NON E' il più alto valico stradale europeo, superato sia dallo Stelvio che dall'Iseran. L'equivoco nasce dal fatto che si confonde il colle geografico della Bonette (che è il passaggio della cresta rocciosa a quota  2715) con la Cime de la Bonette(mt.2802), che è invece il punto più alto raggiungibile con la carrozzabile costruita attorno alla piramide rocciosa della Bonette.
Ma al di là di queste disquisizioni accademiche, la salita della Bonette è a dir poco memorabile, si ha proprio la sensazione di salire in cielo, e una volta in cima - nel desolato ambiente pietroso battuto dal vento - il panorama è di quelli che rimangono impressi in maniera indelebile nella nostra memoria. Non dovete assolutamente perdervi questa salita, mi raccomando.....

La lunghissima ascesa alla Cime de la Bonette prende l'avvio da Jausiers, a quota 1213 mt. Consigliabile partire qualche chilometro prima, per esempio da Barcelonnette, graziosa e vivace cittadina della valle dell'Ubaye, dove vi sono tra l'altro numerose possibilità di alloggio. Superato il ponte sull'Ubaye, fiume molto frequentato dai cultori del rafting, la salita inizia in maniera molto graduale: molti cartelli lungo l'ascesa ci ricordano che stiamo percorrendo "la plus haute route d'Europe". La strada si alza con ampi tornanti dalle pendenze modeste regalando subito ottime vedute sul fondovalle: siamo ancora circondati da prati e coltivi che ben presto lasceranno il posto ai pascoli d'alta quota.
Un primo bastione roccioso di fronte a noi viene superato con una serie di stretti tornanti che si arrampicano sul fianco della montagna: al mattino vi è ombra abbondante in questo tratto e si procede spediti senza alcun problema, poichè le pendenze sono estremamente regolari. Una salita quindi da diesel: bisogna trovare il rapporto giusto e con quello si arriva tranquillamente in vetta: nel mio caso è bastato un 39x21, alternato al 23 in alcuni tratti. Occorre però non strafare poichè la lunghezza della salita e la   mancanza di tratti in cui respirare, salvo due brevi falsopiano di poche decine di metri, può giocare brutti scherzi. Da segnalare inoltre l'assoluta mancanza di punti di ristoro: l'ultimo è il Bar-Ristorante Halte 2000 al km. 11, poi più nulla sino alla vetta.

Giunti al km 12,6 superiamo un ponticello ed entriamo in un ampio vallone: abbiamo superato i 2000 metri di quota e la vegetazione arborea va via via scomparendo lasciando il posto a magri pascoli. Iniziamo a cogliere i primi fischi di allarme della numerosissima colonia di marmotte che popola questi luoghi.
Al km. 16 sulla nostra sinistra appaiono le acque increspate dal vento del piccolo Lago di Essaupres: ora la strada volge decisamente verso sinistra per superare nuovamente con una serie di tornanti un altro balzo roccioso. Al km. 19, mt. 2520, un largo spiazzo nei pressi di alcuni caseggiati di chiara fattura militare, le Caserme di Restefond: dei pannelli illustrano lo scopo e la storia di questi luoghi. Le pendenze si addolciscono notevolmente nei pressi del Col de Restefond (km. 20,6 mt. 2656), che raggiungiamo in curva, e finalmente vediamo per la prima volta l'inconfondibile sagoma piramidale della Bonette. L'ultimo tratto ci vede impegnati quasi in uno sprint, tale è l'euforia per la meta vicina e per la pendenza ora dolcissima (3% nell'ultimo chilometro).

Infine, al km. 22,6 valichiamo in cresta il colle geografico della Bonette, a quota 2715 metri: ma le nostre fatiche non  sono ancora finite, anzi... Infatti per compiere il cosiddetto "giro della Bonette" occorre prendere la strada (a senso unico, mi raccomando di non sbagliarvi) che si arrampica sui fianchi della cima rocciosa per giungere, dopo 1,2 chilometri ed alcuni tratti molto ripidi, al piazzale sottostante la Cima Bonette, a quota 2802 metri. Il luogo è estremamente selvaggio: nessun rifugio o costruzione, solo una stele di granito indica la quota altimetrica e racconta la storia della strada. Nei fine settimana e nel pieno della stagione estiva un piccolo chiosco motorizzato vende generi di conforto, ma non sempre lo troverete aperto. Sotto di noi si ha una bellissima vista verso il Col de la Moutiere. Con un paio di scarpe adatte - non certo le scarpine con le tacchette a sgancio rapide - ci si può arrampicare in pochi minuti sino alla Cima vera e propria (mt. 2860) dove una tavola di orientamento ci permette di riconoscere l'infinita serie di vette che ci circondano. Il panorama da quassù - inutile dirlo - è di bellezza assoluta, anche se mancano le distese di ghiaccio di altri giganti alpini come lo Stelvio o l'Iseran.
La discesa è di quelle che non si dimenticano facilmente: l'ampia carreggiata e la perfetta asfaltatura (evidentemente rifatta da poco) consentono di pennellare curve da manuale e di raggiungere alte velocità in discreta sicurezza.
Come al solito - trattandosi di salita in alta quota - è altamente raccomandabile consultare preventivamente le previsioni meteo (il sito di Meteo France è estremamente affidabile) e nel caso partire ben equipaggiati con giubbino in goretex, guanti e copriscarpe

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Luglio 2010 13:38
 


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