Trovinasse (Alpe Buri) - da Settimo Vittone Stampa
Scritto da fabri   
Martedì 27 Luglio 2010 12:40

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Località di partenza:
Settimo Vittone, semaforo SS26 (bivio SP 72 di Nomaglio) mt. 283
Località di arrivo:
Alpe Buri - termine asfalto mt. 1525
Lunghezza:
km. 14
Dislivello:
1242 metri
Pendenza media:
8,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Salita a fondo cieco: una volta ritornati a Settimo Vittone gli insaziabili possono spostarsi a Quincinetto per affrontare la salita di Scalaro, posta sull'altro versante della valle (Clicca qui per la relativa descrizione...). Un'altra salita nelle immediate vicinanze di Ivrea è quella che porta alla Cavallaria da Brosso: anche qui pendenze estreme, per veri salitomani.
Eventuali suggerimenti per la visita:
A Settimo Vittone si può visitare l'interessante complesso della chiesa ed abbazia di San Lorenzo (XI sec): per chi volesse ritemprarsi della fatica e delle calorie consumate segnaliamo l'agriturismo "Belvedere" distante poche centinaia di metri dal termine della salita e raggiungibile su strada sterrata.
Data della ricognizione:
domenica 6 maggio 2001

La salita nel dettaglio

L'estremo lembo di Piemonte proteso verso la Valle d'Aosta riserva agli amanti delle salite delle vere "chicche" perlopiù sconosciute alla maggior parte dei salitomani: Scalaro , Trovinasse e La Cavallaria.
Della prima troverete in altra sezione di questo sito abbondante descrizione, mentre oggi è la volta di presentarvi la scalata a Trovinasse, sul versante orografico sinistro della Dora Baltea. Possiamo ben definirle "gemelle" queste due salite: per affinità di paesaggi, dislivello, lunghezza e soprattutto durezza, anche se ritengo che Scalaro sia leggermente più impegnativa ed affascinante dal punto di vista paesaggistico.
Salire invece a Trovinasse equivale  a compiere un tuffo nel passato, una full immersion in una realtà agricola dura e povera ma ancora straordinariamente viva: ne sono testimonianza lo splendido stato di conservazione e di cura dei muretti a secco, delle abitazioni e dei boschi e pascoli che si incontrano man mano durante la scalata....


Si parte dunque da Settimo Vittone, comune del Canavese sulle rive della Dora Baltea distante appena 8 chilometri da Ivrea sulla SS26 della Val d'Aosta.
Vi suggerisco, come sempre, di  effettuare un doveroso riscaldamento  perchè la salita attacca non appena si abbandona la statale per entrare tra le  vie di Settimo: si affrontano alcuni stretti passaggi tra rigogliosi vigneti molto ben curati e si raggiunge in breve dopo un chilometro l'interessante chiesa di San Lorenzo e l'annesso battistero, risalente al XI secolo.
L'occhio è catturato subito dalle caratteristiche terrazze a secco e dalle splendide costruzioni in pietra con il tetto di losa che affiancano la carreggiata. Al km 1,88 troviamo il bivio per Andrate-Nomaglio, dove svoltiamo a sinistra seguendo le chiare indicazioni per Trovinasse: uno stretto passaggio tra le case ed abbandoniamo in breve il centro abitato.
Si pedala sul versante esposto a mezzogiorno ed i ripari dal sole in questo primo tratto di salita sono davvero pochi: le pendenze si fanno subito decise, sempre vicine al 10%, ma si sale con molta regolarità tra prati verdissimi e molto curati, segno che la tradizione contadina qui è molto radicata. Al km. 3,8 siamo nella piccola frazione di Cornaley, dove si trova un famoso ristorante, "La Baracca": da qui in poi la salita si fa solitaria e selvaggia e si addentra finalmente nel bosco di castagno.
Occorre trovare un giusto ritmo di scalata perchè i tratti ove la pendenza cala sotto l'8-9% sono davvero pochi: uno di questi nei pressi del Ristoro di Prà July (km. 5) e poi a seguire al km. 6 dove troviano anche un brevissimo tratto (200 metri!) di discesa. E' però il preludio del tratto intermedio della scalata, il più difficile ed estenuante poichè la strada procede seguendo il fianco della montagna con lunghi rettifili dalla pendenza sempre attorno al 10%: mancano comunque strappi violenti, per cui si sale abbastanza regolarmente (39x23 o 26).
La vegetazione è rigogliosa, al castagno ora si affiancano le betulle e i faggi: al km 10,8 troviamo un indicazione stradale per Trovinasse, qui la strada spiana leggermente per poche centinaia di metri prima di entrare in vista della splendida conca sulla quale si adagia il piccolo borgo. Sotto di noi si scorge la valle della Dora verso Pont Saint Martin, il panorama è molto bello: la strada aggira il costone della montagna con pendenze nuovamente decise, tocca alcune splendide baite perfettamente restaurate ed abitate nel fine settimana e giunge infine ad uno slargo nei pressi di Trovinasse (km. 12,48, mt. 1366).
Per raggiungere il borgo si deve, ahimè, scendere dalla bici ed imboccare il sentiero lastricato che si stacca sulla sinistra: noi invece proseguiamo lungo la strada asfaltata che continua ancora per un chilometro e mezzo. E' un tratto molto duro, dove vi sono diversi passaggi al 15%: ma le nostre fatiche sono ormai giunte al termine, e infatti al km. 14 l'asfalto finisce nei pressi di un bivio con un pannello indicatore che riporta le indicazioni Alpe Buri-mt. 1525 .
Nonostante il tempo non sia dei migliori si scorgono nettamente le cime ancora innevate della Colma di  Mombarone e del Monte Cavalgrosso: attorno a noi verdi pascoli in un ambiente molto selvaggio e suggestivo, quasi primordiale. Giusta ricompensa per una salita dura ma non impossibile, che meriterebbe senza dubbio maggiore considerazione soprattutto per l'assoluta tranquillità e mancanza di traffico: un paradiso per veri ciclisti salitomani

 

 


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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 13:50
 

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