Tour delle Alpi Retiche: Julier e Splugen Pass Stampa
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 21:35

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Località di partenza / arrivo :
Thusis 723m slm (anello)
Lunghezza:
170 km
Dislivello in salita:
3350m
Pendenza media:
3.8 % (Julierpass da Tiefencastel)
Pendenza media:
5.9 % (Passo Spluga da Chiavenna)
Pendenza massima:
10-11%
Stato del manto stradale:
Buono-Ottimo
Percorso effettuato il :
23 Agosto 2004


La Svizzera, si sa, è terreno di caccia fertile per i salitomani, e non potrebbe essere altrimenti vista la sua orografia. L'amico Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ha recentemente percorso un bell'itinerario ad anello nelle alpi Retiche, a due passi dall'Italia, che permette la scalata di due colli alpini "over 2000" estremamente remunerativi sotto l'aspetto paesaggistico. Eccovi il racconto della sua esperienza

Da tempo avevo in mente di scalare lo Julier Pass in Svizzera e ho deciso di inserirlo in un giro allungato comprendente anche il Passo dello Spluga, con partenza e rientro da Thusis. Sia lo Julier che lo Spluga sono importanti valichi che fin dall' antichita' venivano usati dai Romani per i collegamenti militari e commerciali nord-sud. Nei pressi dello Julier Pass vennero anche trovate vestigia di costruzioni romane.

Mi trovo nel Canton Grigioni, in una zona immersa nella natura e nella storia, che ha rivestito primaria importanza fin dal tempo dei Romani, e ancor prima. Basti pensare che la capitale grigionese Chur e' la citta' piu' antica della Svizzera, e fu sede di una delle prime curie arcivescovili d' Europa (da cui il nome).

Ovviamente vista la lunghezza del giro, per evitare spiacevoli sorprese, e' fondamentale affidarsi alle previsioni meteorologiche, che per oggi promettono una giornata ampliamente soleggiata. Domani dovrebbe giungere' una perturbazione accompagnata da un brusco calo delle temperature, che potrebbe portare le prime nevicate oltre i 2000m. La settimana prossima so gia' che impegni di lavoro non me lo consentiranno, quindi - nonostante il raffreddore - decido che non posso rimandare, potrebbe essere l' ultima occasione per questa estate.

Parto da Thusis, situata circa 40km dopo l' ingresso del tunnel autostradale del San Bernardino (per chi proviene da sud). Sono piu' precisamente nella Rheinwald, dove scorre l' Hinterrhein cioe' il ramo posteriore di quello che unitosi piu' a valle con il Vorderrhein diventera' il Reno, una delle piu' importanti vene linfatiche della storia dell' Europa antica. La valle e' ancora in ombra e fa piuttosto freddo, ma fortunatamente la salita inizia subito. Da Thusis e' giocoforza imboccare un tratto di pista ciclabile verso Tiefencastel (la prima galleria e' vietata alle biciclette) che si ricongiunge alla strada principale dopo l' abitato di Sils im Domleschg. Come si intuisce facilmente dalle scritte lungo la strada, sono gia' in pieno territorio di lingua romancia, che ha molti punti di contatti con il ladino (specialmente in Engadina). Una leggera salita mi conduce a Tiefencastel, dove entro nella valle dell' Oberhalbstein iniziando la salita per il Passo Julier. La salita e' lunga circa 40km e non presenta particolari difficolta' fatta forse eccezione per qualche km attorno al 10% in uscita da Tiefencastel. Brevi facili strappi si alternano a lunghi tratti riposanti dove posso tranquillamente inserire rapporti lunghi. Nonostante la giornata di lunedi' il traffico e' piuttosto intenso sia commerciale che turistico, ma non eccessivo. Incontro nel percorso numerosi villaggi tra cui, Savognin - rinomata stazione invernale - e Mulegns situata appena sotto il laghetto artificiale di Marmorera. Una sostenuta brezza ostacola la mia pedalata, mentre costeggio il lago e raggiungo Bivio, da cui partono gli ultimi 9km che mi separano dal passo. In cima allo Julier (2284m) c'e' invece calma di vento, ed un piacevole tepore mi consente di godere del panorama molto bello verso il gruppo del Bernina.

Sul culmine dello Julier lascio l' Oberhalbstein entrando in Oberengadin (Alta Engadina) il cui nome deriva dal fiume Inn che la percorre (En in romancio, dal latino Enus). A meta' discesa verso Silvaplana inizia a spirare un forte vento, mentre scorgo a pochi chilometri di distanza verso est l' abitato di St Moritz con il suo maestoso Hotel Suvretta. A Silvaplana la brezza soffia molto forte, infatti il laghetto brulica di windsurfers e kitesurfers che planano velocissimi sul verde specchio ricoperto da bianche ochette di vento. La brezza ostacola notevolmente la pedalata, fatico a mantenere i 30km/h mentre costeggio in pianura i laghetti di Silvaplana e Sils, arrivando all' abitato di Maloja e poi all' omonimo passo. Il passo e' situato praticamente alla stessa quota di Silvaplana (1815m) ed e' la porta di accesso alla valle Bregaglia (Bergell in romancio), che e' una delle tre valli del Canton Grigioni con prevalenza di idioma italiano. Una lunga discesa  mi conduce a Chiavenna in Italia, attraverso la dogana di Castasegna. A Chiavenna fa parecchio caldo, sono ridisceso a circa 300m di quota, e qui ha inizio l' ultima fatica della giornata : la salita di 30km al Passo Spluga. Che di per se' non e' difficile, ma si fa sentire dopo i chilometri gia' percorsi. Si risale la valle di San Giacomo, e attraversando numerosi paesini arrivo ad oltrepassare il bivio di Madesimo. Questo tratto e' davvero spettacolare, numerosi tornanti, stretti, ripidi e brevi, intervallati da brevi gallerie. E la fatica non tarda a farsi sentire, ma mancano pochi chilometri prima di raggiungere il villaggio di Montespluga in testa ad un bel laghetto e un po' piu' in alto scollinare finalmente sul Passo dello Spluga (2115m). Il Passo, dove e' posta la frontiera di stato, ebbe molta importanza come collegamento transalpino  fin da tempi molto antichi, anche i Romani lo usavano per collegare Milano a Chur (Curia) che era capitale della provincia Raetia. Tale importanza ando' scemando nel 19° secolo con la costruzione dei collegamenti stradali e ferroviari del Gottardo e del Brennero. Rientrato in Svizzera, mi tuffo nella bellissima discesa verso Splügen. Fa uno strano effetto percorrere sulle ruote gli ultimi tornanti della strada sopra l' abitato, che sono invece abituato a tagliare con gli sci d' inverno. Da Splügen mi attende l' ultima lunga discesa di rientro a Thusis, attraverso la Via Mala, uno spettacolare canyon stretto e profondo inciso dall'Hinterrhein durante migliaia di anni. La strada costruita nel secolo 19° si interseca piu' volte con l' autostrada, attraverso un mirabile intreccio di ponti e gallerie, vero vanto dell' ingegneria elvetica.

Arrivo alla macchina e il computerino indica che i chilometri pedalati sono stati 170. Il percorso con i suoi 3350 m di dislivello ha richiesto un certo impegno e un buon stato di allenamento. Ma la soddisfazione e' stata tanta, e i panorami goduti molto belli.

Contributo di Gigi Giacomini < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 


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Ultimo aggiornamento Sabato 14 Agosto 2010 21:48
 

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