MTB: Monte Spalavera Stampa
Scritto da fabri   
Sabato 17 Novembre 2012 18:00

Monte Spalavera

Località di partenza e arrivo:
Piancavallo- Centro Auxologico - mt 1230
Lunghezza:
km. 23  ca
Dislivello in salita:
mt.  650
Quota max:
mt. 1370 Passo Folungo
Durata:
3h ca
Avvertenze:
Cartografia:
Parco Nazionale Valgrande - Zanetti Ed. - 1:30.000
Riferimenti Bibliografici:
Lago Maggiore-versante occidentale in Mountain Bike- Ediciclo ed.1997
Scarica la traccia GPS

Inversione termica: in questi casi non bisogna lasciarsi intristire dall'anonimo grigiore autunnale delle nostre lande pianeggianti, basta salire di poche centinaia di metri per ritrovare un sole ancora tiepido, ma soprattutto i grandi e suggestivi panorami  che solo l'autunno sa regalare. La stagione della MTB è agli sgoccioli, gli sci sono pronti per le prime discese, ma oggi è ancora tempo di pedalate, questa volta nell'alto Verbano, a strizzare un occhiolino al Monte Zeda....

E lo Zeda era la meta originaria, ma come sempre i conti si fanno al momento, e oggi non era proprio giornata, le mie gambe si sarebbero ammutinate all'idea di ulteriori sforzi. E del resto mi sentivo appagato,  la splendida giornata mi aveva fatto attardare più del previsto  sulla cima dello Spalavera per ammirare lo spettacolare mare di nubi che mi circondava. Ed allora puntiamo la bandierina odierna su questo anonimo montarozzo erboso..
Come da previsioni, la nebbia mi accompagna per tutta la salita che da Premeno sale a Piancavallo: cominciavo ormai a dubitare di riuscire a sbucarne fuori quando, proprio in prossimità degli ultimi tornanti, ecco i primi sprazzi di sereno: questione di poche decine di metri e avrei passato la giornata nell'anonimo grigiore autunnale, ed invece eccolo qui il sole a baciare i fortunati temerari. Il parcheggio dell'ospedale è ricoperto da uno spesso strato di brina e la temperatura è prossima allo zero quando comincio a pedalare: un maldestro colpo ai freni e quasi mi ritrovo con il culo per terra, quindi con calma e circospezione comincio ad avviarmi lungo l'ampia strada sterrata che porta verso il Monte Morissolo. Conosco abbastanza bene questi luoghi ma incredibilmente avevo sempre tralasciato una visita alle postazioni militari della Linea Cadorna: il mio consiglio è quello di spendere qualche minuto per spingersi oltre la serie di cancelli che permettono di accedere alle varie gallerie e fortificazioni, verrete ripagati da un panorama da urlo sull'alto verbano. Oggi ovviamente non è così, ma il mare di nebbia che mi circonda è forse altrettanto suggestivo.

Il successivo tratto di divertente single trail ben tenuto nella faggeta aggira le pendici del Monte Morissolino e mi permette di raggiungere la località Il Colle, importante crocevia di tutti gli itinerari in zona: qui una scritta cubitale su un terrapieno indica la direzione per il Monte Spalavera, che imbocco senza indugi cominciando a risalire un'ampia carrareccia dal fondo erboso piuttosto faticoso che si alza con gradualità verso le pendici della montagna. Bisogna guadagnare 300 onesti metri di dislivello che quasi non si sentono: troppo bello guardarsi attorno, dal mare di nebbia emergono come isole le cime più elevate, tra le quali ovviamente spicca la vicina Zeda, appena spruzzata di candida neve. Il caldo sole e l'assoluta calma di vento invitano ad una pausa contemplativa in vetta, ma l'ora ormai tarda invita a scendere. Imbocco un esile single trail che in direzione nord est entra ben presto in una folta faggeta: il terreno è gelato e ricoperto di brina e scappa qualche numero da circo, ma senza particolari difficoltà si arriva nei pressi di un'ampia radura interessata da un fitto lavoro di sfoltimento boschivo. Qui convergono una serie di strade forestali, si deve imboccare quella a sinistra (ma le indicazioni sono comunque sempre chiare) che porta dopo un lungo tratto di falsopiano immerso nella faggeta  ad una breve risalita verso Pian Puzzo: a destra ora ci si dirige in leggerissima ascesa verso l'Alpe Archia, ben noto agriturismo che vale la sosta (quando aperto, oggi ovviamente è desolatamente deserto).  Da Archia al Passo Folungo il passo è breve, siamo al giro di boa del nostro itinerario: il mio consiglio è quello di proseguire senza indugi lungo la strada Cadorna verso il Pian Vadà, sede del bivacco recentemente ricostruito dall'Ente Parco Valgrande (calcolare circa 3,5 km di salita e 400 metri di dislivello). Io oggi mi fermo qui, sono soddisfatto del giro "soft" sinora percorso: mi aspetta una gradevolissima discesa lungo la strada Cadorna, recentemente rimessa a nuovo con uno strato di macadan molto compatto che fa quasi sembrare di procedere su asfalto. Da Il Colle su asfalto si ritorna infine a Piancavallo, a conclusione di un itinerario semplice e divertente, ampiamente panoramico.

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Novembre 2012 08:59
 

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