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Professione Ciclista: quanto si può guadagnare?

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Il ciclismo è uno sport spossante e spettacolare che richiede ai rider di spingersi ai limiti delle proprie capacità fisiche e se diventasse una professione, è interessante capire a quanto potrebbe ammontare il guadagno.

Un ciclista professionista entra a far parte di una struttura con differenti livelli, ai quali sono associati dei minimi di salario.

C’è una differenziazione di categoria nelle squadre di ciclismo maschile e di ciclismo femminile, nelle categorie del ciclismo femminile non è presente la categoria Dilettanti quindi da Juniores c’è un avanzamento diretto a Professioniste.

Livelli Squadre Rider nel Ciclismo Maschile

Il livello superiore è l’UCI World Tour a cui appartengono i grandi nomi del mondo ciclistico che partecipano in squadra alle sfide del calendario World Tour.

Il livello UCI ProTeam è composto da squadre che hanno un proprio calendario di gare UCI ProSeries ed è possibile per queste squadre partecipare alle gare del World Tour esclusivamente su invito.

Il livello UCI Continental è costituito da squadre formate perlopiù da appartenenti alla categoria Dilettanti che hanno la possibilità di partecipare alle gare Pro per sfidare i Professionisti, ma non hanno accesso al livello superiore UCI World Tour.

Livelli Squadre Rider nel Ciclismo Femminile

Il livello superiore è rappresentato da UCI World Tour e nell’ambito delle competizioni c’è la particolarità di un doppio riconoscimento per la vincitrice della corsa e per la migliore rider nella classifica World Tour.

C’è poi il livello UCI Continental in cui le squadre, su invito, partecipano alle gare World Tour e sono previste gare riservate alla Categoria femminile al livello UCI ProSeries e alle gare nazionali e regionali.

Qual è il compenso minimo per un ciclista professionista?

I ciclisti professionisti hanno la scelta tra essere indipendenti oppure dipendenti di una squadra, optando per un maggior compenso o per l’assicurazione e per le ferie.

L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) ha pubblicato sul sito web ufficiale un prontuario in cui sono indicati i compensi minimi dei corridori, suddivisi per livello di squadra e aggiornati al 2020.

Nell’ambito del livello UCI WorldTeam, i neoprofessionisti dipendenti ricevono un compenso minimo di oltre 32.000 € all’anno e a tutti gli altri rider dipendenti è garantito un minimo di 40.000 € all’anno.

Per quanto riguarda il ciclista professionista indipendente, se è agli inizi nella squadra al livello UCI WorldTeam guadagna un minimo di oltre 53.000 € all’anno mentre per tutti gli altri rider indipendenti è previsto un minimo di oltre 65.000 € all’anno.

La remunerazione minima per i neoprofessionisti dipendenti nelle squadre ai livelli UCI Pro e Continental è a oltre 26.000 € all’anno e per gli altri corridori dipendenti la somma arriva a 32.000 € all’anno.

I neoprofessionisti indipendenti all’inizio della carriera possono contare su un minimo di 44.000 € all’anno e gli altri rider indipendenti ricevono un compenso che si aggira sui 52.000 € all’anno.

L’istituzione del World Tour femminile è legata alla novità riguardante la remunerazione minima annuale per le rider.

Le cicliste professioniste dipendenti che appartengono a squadre che partecipano alle corse UCI World Tour hanno un minimo compenso stabilito, nel 2021, a 20.000 € all’anno.

Come avviene l’abilitazione a ciclista professionista

L’attività agonistica professionistica si distingue dall’attività dilettantistica ed è prevista dalla normativa che dispone i requisiti di ammissione all’abilitazione a ciclista professionista con relativa certificazione.

  • Il primo requisito è l’esistenza di una proposta di contratto al corridore da parte di un gruppo professionista, parte della Federazione Italiana e disciplinato dalle norme UCI.
  • Il secondo requisito è la residenza in Italia per la presentazione della richiesta da parte di rider stranieri e la cittadinanza italiana, anche senza residenza in Italia.
  • Il terzo requisito è la domanda di abilitazione, da parte del ciclista, prima di intraprendere l’attività da professionista.
  • Il quarto requisito è la partecipazione obbligatoria al programma di monitoraggio biologico nei due anni precedenti alla domanda di abilitazione.

L’ammissione all’abilitazione si basa anche sul background sportivo del ciclista che deve avere ulteriori requisiti relativi alla sua attività agonistica.

  • Nei tre anni precedenti alla richiesta di abilitazione, il corridore deve aver partecipato a gare in modo continuativo nelle categorie oggetto di regolamentazione da parte della Federazione e dell’UCI e aver avuto un minimo di 40 punti in uno dei due anni precedenti alla domanda.
  • Nei due anni antecedenti la richiesta, il ciclista non deve aver subito condanna a sospensione di oltre sei mesi per comportamento in violazione delle regole stabilite per le competizioni.
  • Se c’è un procedimento attivo, la domanda resta sospesa fino alla decisione da parte degli organi competenti.

Quali sono le basi per la formazione di un rider a livello Pro

Il livello di performance di un ciclista professionista dipende innanzitutto dalla sua genetica, in pratica dalla qualità delle sue fibre muscolari, dalla sua forma mentale, dalla trasmissione genetica familiare dei fattori di performance, dalla forza di carattere e dalla volontà di oltrepassare i propri limiti.

L’influenza dell’ambiente in cui è cresciuto dà un’impronta per il futuro; se i genitori, i nonni hanno sempre preferito la bicicletta piuttosto che una partita a calcio è più probabile che lo sport prediletto diventi la bicicletta.

Il fatto di un essere un ottimo ciclista amatoriale non è la garanzia per un percorso di successo nell’ambito dei professionisti.

È importante fare un’approfondita valutazione del ciclista sia della sua storia personale e sportiva sia dell’aspetto psicologico e fisiologico, per evitare in seguito la possibilità di abbandono dell’attività professionale.

La chiave della riuscita di un allenamento e della prova agonistica è il rapporto tra lo sportivo e l’allenatore, al fine di adattare e personalizzare la fase di preparazione alle esigenze del ciclista.

Alimentazione per i ciclisti professionisti

Ogni corridore ha un differente programma pianificato di alimentazione con i cibi che meglio soddisfano le sue necessità per l’attività agonistica ed è supervisionato da un nutrizionista.

Il regime alimentare dei ciclisti professionisti è rigido ed è ancora più controllato durante le gare a tappe.

Ogni tappa ha associato uno specifico menu, a seconda del percorso della tappa e del ruolo del ciclista nella squadra in quella tappa.

Il programma per l’alimentazione è studiato a livello giornaliero e include i pasti prima della gara, in tappa e dopo la competizione.

Vediamo un esempio di regime alimentare seguito da un corridore professionista nelle prove delle tappe del Tour de France.

A colazione, prima della tappa, si inizia con caffè o tè, del succo d’arancia, un piatto con carboidrati e in più pane e marmellata.

Il pasto mattutino viene consumato tre ore prima della gara, per permettere la completa assimilazione degli alimenti.

Durante la tappa ogni corridore ha a disposizione dei contenitori per l’acqua, delle barrette energetiche e bevande zuccherate.

Alla fine della tappa consuma una bevanda preparata appositamente per questa fase di recupero e dei tramezzini.

La cena serale è a base di pasta, carne, formaggio e verdure ed è di solito fissata in tarda serata alle 20.30.

Quali sono i ciclisti italiani nella classifica dei più pagati

Tra gli Italiani in classifica troviamo al decimo posto Vincenzo Nibali con un contratto da oltre due milioni di euro ed Elia Viviani è al diciottesimo posto con un compenso da 1,9 milioni di euro.

Al primo posto della classifica dei corridori più pagati c’è il britannico Chris Froome che fa parte della squadra Israel Start Up Nation.

Ha vinto ben 4 Tour de France ed è ingaggiato con un contratto milionario da 5,5 milioni di euro.