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La Sella di Monte Zoncolan in Bici

monte zoncolan

Introduzione

Alla ricerca di un’ascesa stimolante, il ciclista italiano troverà sicuramente il nome del Monte Zoncolan e del passo vicino ad esso, detto Sella; meta ambita da molti biker, sia a scopo agonistico che per sport amatoriale, la Sella è stata luogo tappa di numerosi Giri d’Italia a partire dal 2003 ed è considerato uno dei percorsi più tortuosi delle Alpi, rendendo quasi impensabile affrontarlo per chi si trova alle prime armi o quasi. Il tragitto tuttavia offre allo sportivo un paesaggio unico: la cima del monte infatti viene chiamata il “balcone delle Alpi Carniche” poiché permette una vista completa sulla regione carnica.

L’occasione di avere un panorama così immenso e immacolato, nonché la sfida che comporta la salita, sono le motivazioni principali per cui il ciclista è motivato ad affrontare un percorso così sognato da molti.

In questo articolo affronteremo la salita alla Sella di Monte Zoncolan in bicicletta, descrivendone il territorio geo-fisico, la natura circostante, ma analizzeremo anche i principali problemi in cui si imbatterà il ciclista non adeguatamente preparato e offriremo alcuni consigli per compiere il tragitto in modo sicuro e accorto.

La Sella Monte Zoncolan

Il Monte Zoncolan si trova nella sottosezione alpina chiamata Alpi Carniche del Friuli-Venezia Giulia; con un’altezza di 1750 m, esso accoglie uno degli impianti sciistici della regione, con un percorso sportivo che supera i 30 km totali, offrendo inoltre una vista sulle Dolomiti Pesarine contenente la vetta più alta delle Alpi della zona, il Monte Coglians (2780 m), fino al fondovalle carnico e i paesini che esso ospita.

Nella parte sommitante del percorso stradale dello Zoncolan troviamo invece la nostra Sella di Monte Zoncolan; in bici è possibile effettuare due percorsi diversi, quello da Ovaro (più breve e impegnativo) o da Sutrio (di circa 3 km più lungo del primo, ma con una pendenza media inferiore). Qui affronteremo il percorso più frequentato e famoso per il Giro d’Italia, partendo ovvero da Ovaro e descrivendo le varie tappe e la struttura fisica del tragitto, il quale si compone di un percorso ciclabile notevolmente eterogeneo e ripido, con un totale di 20 tornanti e 3 gallerie a cui bisogna prestare attenzione: dopo un tratto con una pendenza media di oltre 11% e alcuni tratti al 20%, nella zona intermedia ci si ritrova in piano attraversando Liariis, frazione di Ovaro.

Successivamente il ciclista si troverà in un percorso ostico, con una pendenza media del 15% che raggiunge i 20%, per poi giungere alle tre gallerie molto strette, con fondo cementato e scarsamente illuminate; l’ultimo tratto, similmente al Colle delle Finestre, è il più tortuoso, ma piuttosto breve, che raggiunge la pendenza di 22% per poche centinaia di metri.
L’eterogeneità del terreno e della pendenza, la scarsa illuminazione delle gallerie in aggiunta a una giornata piovigginosa rendono il percorso estremamente pericoloso per un ciclista scarsamente preparato; è doveroso dunque attrezzarsi a dovere prima di intraprendere la salita e preparare una scheda di allenamento adeguata.

Preparazione Alla Sella

1. Lo Studio del Percorso

Nel caso della Sella di Monte Zoncolan, la massima attenzione va posta alla conformazione fisica del tragitto: è facile infatti giungere estenuati a metà del percorso e rinunciare a completarlo a causa di una scarsa conoscenza della salita.

Comprare una mappa del percorso e tenere conto dei momenti più difficili, come il mezzo chilometro finale, è un buon modo per avere una visione d’insieme di ciò che ci aspetta e moderare la pedalata in base alle diverse parti che compongono il tragitto (per esempio, un ottimo momento per recuperare le energie e risparmiare fiato è il piano di Liariis, così da poter affrontare il tratto successivo più rilassati, poiché richiederà un grande sforzo fisico).

2. Preparazione

Ovviamente non può mancare neanche un’adeguata preparazione fisica: un consiglio che diamo è di esercitarsi su terreni con una pendenza media simile, se possibile con tratti superiori al 20%, ma in scala ridotta rispetto alla Sella per poter comprendere l’intensità dello sforzo che verrà richiesto nella salita. Considerata l’eterogeneità del percorso inoltre è consigliabile cercare di mantenere un ritmo di pedalata costante e rilassato ed evitare i fuorisella per non giungere allo sfinimento.

3. Temperatura e precipitazioni

Più che in molte altre tratte ciclistiche, il percorso della Sella è consigliato effettuarlo durante una giornata con un clima atmosferico stabile e non eccessivamente fredda, poiché la pioggia o la neve (ricordiamoci che ci troviamo in una zona sciistica, ergo con frequenti nevicate) sono pericolose in precisi punti, per esempio nelle tre gallerie con poca illuminazione. E’ bene guardare il meteo con buon anticipo e adattare la bici e se stessi in base al clima.

4. Attrezzatura Funzionale

Non avendo momenti di strada sterrata, il terreno non richiederà copertoni specifici; un occhio di riguardo dovrà essere tenuto all’indumento del ciclista, il quale deve tenere bene le temperature fredde della zona (ottimi vestiti termici, una mantella e guanti lunghi faranno al caso vostro). Altri strumenti fondamentali sono le luci anteriori e posteriori della bici, per evitare di rimanere al buio durante le gallerie che si presentano nella seconda parte del percorso ed effettuarle in tutta sicurezza.

Per concludere, è doveroso portarsi una borraccia in quanto le ripide salite porteranno rapidamente alla disidratazione: per il resto, meno equipaggiamento portate, meglio è, così da non essere troppo pesanti e complicare la salita.

Conclusioni

Il percorso del Monte Zoncolan è uno di quelli che devono essere effettuati una volta nella vita: durante la traversata il ciclista troverà infatti varie foto dei vari campioni che hanno completato il tragitto durante il Giro d’Italia, e la soddisfazione nel raggiungimento della metà sarà data dall’incredibile vista sulla Carnia e non solo.

Tuttavia, nel tragitto il biker osserverà altre scritte, per esempio nella zona di Liariis, che dicono “qui si va sulla salita dolente, qui si va nell’eterno dolore”, sottolineando quanto tale salita non sia per tutti.

In ogni caso, il ciclista non deve allarmarsi e rinunciare, anzi, deve comprendere che ciò che serve è una corretta preparazione fisica, una strumentazione idonea, ma soprattutto un po’ di buonsenso per scegliere la giusta giornata e adeguare la pedalata a uno dei percorsi più meravigliosi d’Italia e nel mondo.