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San Pellegrino in Alpe

san pellegrino in alpe

Immersa tra boschi di faggi e castagni, a 1525 metri sul livello del mare, la minuscola frazione di San Pellegrino in Alpe è il borgo abitato più alto dell’Appennino.

Sorto nel medioevo intorno a una chiesetta dedicata agli eremiti Pellegrino e Bianco, la sua unicità consiste nell’essere, in piccolo, un luogo di frontiera: mezzo borgo è in Emilia e l’altra metà in Toscana.

La linea di confine attraversa il santuario, dove all’interno sono custoditi i resti dei due santi, di modo che i loro corpi giacciono con la testa e il tronco in una regione e le gambe nell’altra.

11 abitanti vivono qui tutto l’anno, ma molti sono i visitatori attratti dalla suggestione del paesaggio, e tra questi tanti ciclisti amanti delle sfide più estreme e sprezzanti della fatica.

Con 1367m di dislivello totale, la strada che sale da Castelnuovo in Garfagnana è, infatti, una delle salite ciclistiche più dure dell’intero Appennino, soprattutto per la presenza di un tratto finale dalla pendenza vertiginosa. Non è un caso che il Giro d’Italia sia passato di qui ben tre volte (1989, 1995 e 2000).

Il percorso in salita comincia a 18 km di distanza, appena fuori dal centro di Castelnuovo, ma i primi chilometri sono di puro riscaldamento, con salite leggere e un paio di tornanti, fino a raggiungere la frazione di Pieve Fosciana.

A partire dal bivio per San Pellegrino in Alpe comincia la vera scalata, che da questo momento in avanti prosegue con estenuante regolarità. Per almeno 9 km le pendenze oscillano tra il 9 e il 12%, che sarebbero già sufficienti per classificare la salita come impegnativa. La fatica è ripagata dal panorama, con scorci che si aprono sulle vicine e maestose Alpi Apuane e le vallate sottostanti.

Ma sono gli ultimi 2,5 km che trasformano la salita in una vera e propria sfida contro la gravità, con pendenze costantemente maggiori del 15% e punte che superano il 20%, come quella dell’ultimo tornante che precede l’arrivo al borgo di San Pellegrino.

Chi cedesse alla tentazione di mettere i piedi a terra, potrebbe entrare alla Taverna del Pellegrino (anche questa curiosamente attraversata dalla linea di confine tra Emilia e Toscana) e richiedere il certificato di merito per aver superato l’ardua prova.

Ma se volete andare fino in fondo, senza mai staccare i piedi dai pedali, sappiate che la scalata non finisce qui: si continua a salire per altri 2 km, stavolta con pendenze “solo” del 9%, fino al valico di San Pellegrino, altrimenti detto Passo di Pradaccio, a 1617m sul livello del mare.

Qui è consentito finalmente cantare vittoria e riprendere fiato, prima di lasciarsi andare al piacere della discesa.

Una volta superato il valico, il percorso continua verso il Passo delle Radici, per poi scendere gradatamente tra fitti boschi e piccole borgate. Una serie di curve veloci e scoscese ci porta al cospetto delle mura medioevali di Castiglione in Garfagnana, e infine con le ultime pedalate siamo nuovamente a Castelnuovo, dopo aver percorso un anello di 51 km complessivi.