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Nufenen Pass- da Ulrichen PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 14:15

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Località di partenza:
Ullrichen, valle del Goms mt. 1346. Inizio rilevamento al passaggio a livello sulla linea Furka-Oberalp
Località di arrivo:
Nufenen Pass mt. 2478 (passo della Novena)
Lunghezza:
km. 13,7
Dislivello in salita:
mt. 1132
Pendenza media:
8,2%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
12-13 %
Stato del manto stradale:
Buono: ad inizio stagione (il passo normalmente apre agli inizi di giugno) è posibile trovare i resti di slavine lungo il percorso, con conseguente presenza di terriccio e piccoli allagamenti sulla sede stradale
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Un appassionante itinerario coinvolge altri due grandi passi alpini, il Gottardo ed il Furka: dal Nufenen Pass si scende in Val Bedretto sino ad Airolo(mt. 1159), quindi si scala il passo del Gottardo (mt 2091) e si scende ad Hospental (mt. 1456)  per affrontare il passo della Furka (mt. 2431). Indi si ritorna ad Ullrichen per completare un anello di circa 98 km. ed un dislivello di 3000 mt. Questo itinerario diventa molto impegnativo se affrontato nel senso inverso e lasciando per ultimo il Nufenen.
Assolutamente da non perdere, lungo il percorso, la deviazione al lago del Gries, proprio nelle vicinanze del confine italiano con la Val Formazza.
Eventuali suggerimenti per la visita:
La valle del Goms è di rara bellezza: in particolare merita una visita il paesino di Münster, con i classici edifici in legno poggiati sui basamenti di sasso (si chiamano stadel).

La salita nel dettaglio


Salita molto difficile quella del Nufenen Pass: la pendenza media infatti inganna il povero ciclista che si accinge alla scalata. Che le cose siano ostiche ci si accorge ben presto dopo aver lasciato alle proprie spalle il ridente paesino di Ullrichen, mt. 1346, nella verdissima vallata del Goms: poche centinaia di metri pianeggianti dopo la piccola stazione ferroviaria e subito ci si trova a fare i conti con pendenze importanti. La salita si presenta infatti con due ampi tornanti,  e già siamo in piedi sui pedali: questo primo tratto, flagellato da una imponente slavina caduta questa primavera e di cui si vedono ancora i resti, risale una stretta incassatura della valle percorsa dal fiume Agene. Superato un primo ponte (1536 mt,  km. 2,8) si affrontano insidiosi tratti rettilinei in cui la pendenza non molla mai: solo dopo il quarto km troviamo un breve falsopiano di circa 400 mt, proprio nel punto in cui la strada sbuca su un'ampia conca valliva ormai priva di vegetazione arborea. I ripidi pendii ancora in gran parte innevati echeggiano del fischio caratteristico delle marmotte.
La strada riprende a salire con decisione al km. 6 (mt. 1759), quando si attraversa nuovamente un ponte per portarci sul lato orografico destro del torrente: abbiamo appena superato i resti di una slavina di proporzioni gigantesche, e la strada è letteralmente tagliata entro due enormi muraglioni di neve, con un effetto a dir poco suggestivo.
Ora affrontiamo la parte più ostica della salita: infatti si procede con lunghi rettilinei a mezzacosta dove la pendenza è sempre costantemente attorno al 10-11%. Solo al km 8,5 troviamo il primo tornante, a quota 2000 mt: di fronte a noi in alto si intravede il lungo traverso ed il muraglione della diga del Gries, mentre la strada piega decisamente verso sinistra per affrontare una impressionante balconata disseminata di tornanti: a guardare in alto c'è da scoraggiarsi!! E in effetti, nonostante la presenza dei tornanti, la pendenza non accenna a diminuire: siamo al limite dei 2000 mt e l'aria rarefatta complica ulteriormente le cose.
Solo la spettacolarità dell'ambiente montano circostante mitiga le fatiche: nonostante la stagione ormai avanzata troviamo ancora moltissima neve, e nei pressi di alcuni tornanti i muraglioni di neve superano i tre metri di altezza, facendoci evocare immagini storiche di un ciclismo d'altri tempi. Peccato per la presenza di grossi tralicci dell'alta tensione che devastano orribilmente il paesaggio....
Superato nei pressi di un tornante il bivio per il lago del Gries (km 11,8 mt 2303), la pendenza tende fortunatamente a calare negli ultimi due chilometri: ma l'arrivo sul passo, a quota 2478 mt. dopo 13,7 km di salita, ci vede particolarmente provati, complice anche la giornata di gran caldo.
Sul Passo, manco a dirlo, moltissima neve ed anche un discreto traffico di turisti e gitanti, nonostante la gioranta feriale: miolte le moto, e del resto questo è normale qui in Svizzera. Dopo aver scambiato quattro chiacchere con un simpatico compagno svizzero di scalata ed una breve sosta ristoratrice ritorniamo sui nostri passi per affrontare la breve salita che ci porta al Lago del Gries.  E' una deviazione che consiglio caldamente di effettuare perchè qui ci si trova veramente immersi nella natura: la stradina corre in leggera salita per circa un chilometro e mezzo ed  è appena stata liberata dalla neve, in maniera però alquanto grossolana, tanto che si devono affrontare alcuni tratti innevati ed invasi da detriti. Come ricompensa per questa digressione "cross country" una pace ed una tranquillità quasi mistici: dal muraglione della grande diga, a quota 2387 si può ammirare il grande spettacolo del ghiacciaio del Gries che va a morire nelle acque blu cobalto del lago, ancora in gran parte ghiacciato.

Ritornati verso la strada principale non si può fare a meno di ammirare dall'alto la valle dell'Agene che abbiamo percorso con tanta fatica: una veduta spettacolare che ci ricompensa ampiamente della fatica consumata.

 

 


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