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Alpe Fuori - da Preglia di Crevoladossola PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 24 Luglio 2010 16:53

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Località di partenza:
Preglia di Crevoladossola, mt 288
Località di arrivo:
Alpe Fuori, mt. 1523
Alpe Andromia, mt. 1885 (solo MTB)
Lunghezza:
Alpe Fuori - km 9,25
Alpe Andromia - km. 11,85 (solo MTB)
Dislivello:
Alpe Fuori 1235 mt
Alpe Andromia 1597 mt (solo MTB)
Pendenza media:
Alpe Fuori 13,3%
Alpe Andromia 13,5 % (solo MTB)
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
30 %
Stato del manto stradale:
Asfalto in discrete condizioni sino al km. 9, a circa 300 metri dall'Alpe Fuori. A seguire sterrato molto sconnesso assolutamente non percorribile con la specialissima. La carreggiata è spesso ingombra di foglie e terriccio durante l'autunno e dopo forti precipitazioni. Prestare la massima attenzione in discesa per le forti pendenze e la presenza di canalette trasversali per lo scolo delle acque
Data della ricognizione:
19 ottobre 2003

La salita nel dettaglio

Si parte per una gita in MTB e si ritrova l'asfalto, un manto nuovo, posato di recente: da qualche anno è in atto da parte delle varie comunità montane una discutibile politica di asfaltatura di tracciati sterrati, carrarecce e strade bianche, in nome di un non ben definito "incentivo allo sviluppo delle aree". Si potrebbe discutere per ore sulla questione, fatto sta  che la già difficile salita all'Alpe Rossombolmo (cui sino ad oggi assegnavo il primo posto per la sua difficoltà) diventa poco più che una passeggiata se confrontata con questa ascesa: difficilmente troverete qualcuno disposto a percorrerla in sella ad una specialissima. Le pendenze ed i numeri parlano chiaro: siamo di fronte alla salita più dura d'Italia, altro che Zoncolan.... Provare per credere!

Dal centro di  Domodossola si segue verso nord la vecchia SS33 del Sempione sino a giungere alla frazione Preglia di Crevoladossola. Svoltiamo a sinistra in direzione della collina e del viadotto ferroviario. Ben presto giungiamo ad un bivio recante le indicazioni per Canei-Alpe Andromia. Lo seguiamo ed iniziamo a salire dodlcemente:  dopo circa 500 metri teniamo la destra per passare  sotto al viadotto ed affrontare alcuni tornanti verso le frazioni di Bosco e Canei, affacciate sul pendio solatio della montagna. Al km 2 si abbandona la strada principale, che porta al centro di Canei, e si imbocca a destra una terribile rampa cementata che segna l'inizio del nostro calvario. La pendenza è subito del 20% ed è tale da scoraggiare i meno intraprendenti: la sorpresa che ci attende è rappresentata da un manto di asfalto in ottime condizioni (evidentemente posato da poco tempo). Si entra nel fitto del bosco, qui dominato dal castagno (la carreggiata è ingombra di ricci e fogliame in questa stagione): la pendenza è sempre elevatissima, uno stillicidio di rampe mozzafiato che ci costringono a sforzi notevoli per tenere la ruota anteriore appoggiata al terreno. Pochissimi i tratti in cui si può rifiatare: in particolare tra il km. 3 ed il km 4, dove la pendenza è quasi sempre prossima al 20%. Giunti al km. 4, in prossimità di un edificio dell'acquedotto, il bosco lascia breve spazio ad un bel pianoro erboso: siamo all'Alpe Onzo (mt. 814), con le sue belle baite in ottimo stato di conservazione. Un breve tratto di respiro ci porta ad una sbarra (km. 4,5) che blocca l'accesso alla strada consortile:si prosegue,l'asfalto è sempre in buone condizioni (si incontra un  tratto sterrato al km. 6 in corrispondenza di una breve discesa di circa 200 metri). Il bosco diventa quasi opprimente, ed è ora dominato dai faggi e dalle betulle: si sale a gradoni, superando rampe micidiali separate da brevi tratti meno impegnativi (ma comunque mai inferiori al 10%). Il nastro asfaltato termina improvvisamente al km. 9: ci separano circa 300 metri dall'Alpe Fuori (mt. 1530), dove finalmente l'orizzonte si apre ed il bosco si fa meno rado. Ora la strada sterrata diventa molto impervia e in un suggestivo bosco di larici risale ripidissima lungo la linea di massima pendenza sino a toccare le baite dell'Alpe Dentro (km. 10,5): la stanchezza a questo punto è tale da annebbiare i riflessi, per cui diventa difficile procedere in sella evitando le numerose pietre disseminate sul percorso. Alternando così alcuni tratti con la bici al fianco giungiamo ad una bella area attrezzata per il picnic: con un ultimo sforzo giungiamo ad un guado in prossimità di una evidente frana che ha disseminato la scarpata di numerosi enormi massi. Un ultimo ripidissimo tratto, assolutamente non pedalabile, e giungiamo al bel pianoro erboso che ospita le baite dell'Alpe Andromia (km. 11,85 mt 1885).
Lasciata la bici nei pressi dell'omonimo rifugio (presumibilmente aperto durante la stagione estiva), si può con una agevole passeggiata risalire il costolone erboso e giungere così al lago di Andromia (mt. 1929), particolarmente suggestivo con i colori autunnali.

 


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